
Incontri un motociclista in una stazione di servizio, lo guardi mentre scende da una moto sportiva carenata, con la borsa da serbatoio, un borsone legato con le cinghie sul sellino posteriore, e uno zaino in spalla. Ti domandi: Ma come ci viaggia con quella? Ma chi glielo fa fare?
La verità? Non esiste la moto perfetta per viaggiare. Esiste solo il viaggio perfetto che ognuno di noi vuole vivere.
Sdoganiamo un tabù: viaggiare in moto con una sportiva (che sia una carenata con i semimanubri o una naked muscolosa) non solo è possibile, ma ha un sapore unico. È un modo di viaggiare che chiede fatica in più, è vero, ma che in cambio ti restituisce emozioni e sensazioni indimenticabili.
Pregi e difetti del viaggio con una moto sportiva
Viaggiare con una sportiva significa scendere a patti con noi stessi, con la nostra passione, e con le leggi della fisica!- Piacere di guida assoluto: quando arrivi ai piedi di un passo di montagna le borse non pesano mai troppo.
- Il brivido del minimalismo: viaggiare con poco spazio ti costringe a selezionare l'essenziale. Niente fronzoli, niente cose superflue. Solo tu, la moto e la strada.
- La connessione totale: su una sportiva o su una naked di carattere senti ogni minima reazione della strada, ci sei dentro con tutto il corpo.
- Ergonomia e comfort di marcia: inutile girarci intorno. I polsi caricati, le ginocchia piegate, la scarsa protezione aerodinamica, sui lunghi tragitti alla lunga presentano il conto.
- Capacità di carico: dimenticate le valigie e i bauletti in cui far stare anche le scarpe di ricambio per le passeggiate eleganti in centro. Qui si viaggia con il minimo indispensabile, anzi, se possibile anche meno dell'indispensabile...
- Chi fa da se fa per tre: viaggiare in moto in coppia con una sportiva è tecnicamente fattibile, ma il rischio di affaticarsi davvero tanto (forse troppo) e non godersi del tutto la strada è davvero alto, quindi è una modalità di viaggio che dà il meglio di sé in solitaria.
Qualche sacrificio va fatto, e un po' di sana follia nell'organizzare la tua vacanza in moto con una sportiva è d'obbligo, ma ricorda non bisogna mai strafare. Sfida i tuoi limiti, ma fallo con giudizio, e non aver paura di cambiare programma o di rinunciare a qualche tappa se ti senti stanco o se il meteo è critico.
Per viaggiare con una sportiva basta solo adottare l'approccio giusto:
La filosofia vincente quando viaggi con una moto sportiva
Se aspetti di avere la moto giusta, l'itinerario da sogno, il meteo perfetto... probabilmente non metterai mai in programma un viaggio oltre la tua comfort-zone. Ma se ci metti la voglia di esplorare, la passione e una buona dose di spirito di adattamento, puoi superare qualsiasi barriera, lasciarti andare e pianificare un viaggio in moto davvero indimenticabile anche se nel tuo garage c'è una moto sportiva e non hai mai fatto itinerari lunghi o vacanze oltre il classico weekend fuori porta.Per viaggiare con una sportiva basta solo adottare l'approccio giusto:
- Riduci i chilometri giornalieri: evita i drittoni da 600 km, pianifica tappe da 300 km al massimo.
- Aumenta le pause: fermati e goditi le tappe più interessanti del percorso, fai una sosta per una merenda o per un caffè, ammira il panorama e i borghi che incontri lungo il tragitto. I tuoi polsi e la tua schiena ringrazieranno, e il tuo diario di viaggio si riempirà di ricordi semplici ma che daranno un sapore più intenso alla tua vacanza in moto.
- L'autostrada a piccole dosi: prediligi le statali, le strade secondarie, le curve. Infilati in autostrada e in tangenziale solo quando serve davvero.
Ricorda, viaggiare in moto è un'avventura che ti mette in connessione prima di tutto con te stesso, poi con la tua moto, la strada, e il paesaggio intorno a te. Non fare le cose per poterle raccontare in un reel di Instagram, pianifica il tuo viaggio per regalarti ricordi indelebili, dai priorità alle tue attitudini e a quello che ti piace.
La mia esperienza: dalla Foresta Nera a Copenhagen
Non pensate che queste siano solo belle parole teoriche! Vi racconto la mia esperienza diretta. Dal 2015 al 2019, la mia compagna di viaggio fissa è stata una Ducati Monster 1200. Una naked sportiva muscolosa, nata per aggredire le curve della domenica, non certo per macinare migliaia di chilometri. Eppure, con lei ho vissuto alcune delle avventure di viaggio più belle della mia vita.Con il mio Monster 1200, carico di bagagli ma pur sempre affamato di curve, dopo aver puntato verso sud e viaggiato da Padova al Salento, ho scelto poi di esplorare i paesaggi montani dell'Austria, i passi alpini più iconici, ho attraversato i boschi fitti della Foresta Nera in Germania, spingendomi anno dopo anno sempre più a Nord, fino a raggiungere Copenhagen.
Con il vento che sbatte sul casco e sul petto, i temporali improvvisi, il peso dei bagagli, i chilometri infiniti di Autobahn, il caldo di mezzogiorno e il freddo pungente al calare del sole. È stata dura? A volte sì, la sera i muscoli reclamavano riposo. Lo rifarei? Mille volte. Perché l'emozione di vedere la Sirenetta a Copenhagen sapendo di esserci arrivato con il mio Monster 1200 è qualcosa che non si può spiegare a parole.
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| Passo Rombo |
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| I primi chilometri in Danimarca |
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| Copenaghen |
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| Il Lago di Costanza |
In conclusione: conta il dove o il come ci arrivi?
Non lasciatevi scoraggiare da chi vi dice che per viaggiare serve per forza la moto da viaggio, la crossover super-accessoriata con diecimila mappe motore e la sella riscaldata o la tourer mangiachilometri con il parabrezza alto come una palazzina. Se nel vostro garage c'è una moto che vi fa battere il cuore ogni volta che premete il tasto di accensione, quella è la moto giusta per partire.Fate un passo alla volta. Adattate il viaggio alla vostra attitudine e alla vostra moto, non il contrario. Non lasciate che l'ansia da prestazione vi rovini la vacanza, e vedrete che ogni chilometro avrà un sapore indimenticabile. Io per anni mi sono limitato ad usare la moto nel weekend, partendo da Padova per girare al massimo su qualche passo Dolomitico o sull'Appennino Tosco Emiliano. Poi ho iniziato a spingermi un po' oltre le Dolomiti, mettendo il naso in Austria, poi spingendomi verso il sud della Toscana, sfruttando tutti i weekend e i ponti di calendario disponibili. Il primo anno e mezzo se n'è andato così, sperimentando qualche chilometro in più ogni volta. Gustandomi il paesaggio insieme alle curve, mentre prima il mio focus era sempre la strada, ho iniziato ad apprezzare sempre di più il contesto che mi circondava. Nell'estate 2016 partendo da Padova decido di scendere verso il Salento, nel 2017 esploro l'Umbria e il Viterbese in compagnia di un amico anche lui con un Monster, poi nel 2018 inizio a viaggiare verso nord in solitaria. Un anno dopo l'altro, dall'Austria alla Foresta Nera, per poi arrivare fino a Copenaghen. Nel 2020 arriva nel mio garage una Ducati Multistrada 950S, una scelta "doverosa" per poter condividere la mia passione per il viaggio in moto con Claudia, la mia compagna. Ma nel cuore rimangono indelebili i viaggi in solitaria in sella alla mia naked sportiva, alla mia Ducati Monster 1200. Chissà, un domani magari arriverà un altro viaggio in sella alla mia naked sportiva preferita!
E voi? Avete mai fatto viaggi a lungo raggio con una sportiva o una naked aggressiva? Raccontatemi le vostre esperienze nei commenti oppure contattatemi per raccontare il vostro viaggio nel blog!




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