Racconti di viaggio: in moto da Padova a Copenaghen (e ritorno)

viaggio in moto a Copenaghen

Da Padova a Copenaghen in moto, in solitaria. Ho pensato a questo viaggio per molto tempo, con sensazioni altalenanti, tra eccitazione e disillusione. Una doppia sfida, con me stesso e con la strada. Viaggiare da soli per una settimana e per migliaia di chilometri è complicato anche per una persona dal carattere solitario come me. Arrivare a Copenhagen con una naked sportiva come la mia è complicato nonostante tutte le comodità delle moto moderne. Ma per vivere nuove emozioni è necessario affrontare nuove avventure. L'obiettivo è deciso. Riuscirò a farcela? L'importante è partire, poi lungo la strada si vedrà...

I preparativi.

E' primavera ed è il momento di fare il primo passo; acquistare l'attrezzatura necessaria per trasformare la mia naked Ducati Monster 1200 in versione touring: cupolino, borse laterali, navigatore nuovo, accessori vari per il viaggio.

L'estate si avvicina, è il momento di fare un secondo ulteriore passo per prepararsi al viaggio: pneumatici nuovi (i collaudati Bridgestone S21) e un bel tagliando completo alla mia moto.

Pochi giorni mi separano dalle vacanze estive e sono ancora incerto sul da farsi, perché una settimana di viaggio e circa 4000 km di asfalto con una naked sportiva come la mia Ducati Monster 1200 non sono proprio una passeggiata. Ma il bello del viaggiare in moto in solitaria è che puoi decidere tutto (o quasi) all'ultimo momento, quindi perché preoccuparsi? Ho preparato la mia moto per il viaggio, ho predisposto i bagagli necessari per una settimana, ho pianificato i possibili itinerari per salire a Copenhagen e per il ritorno. Tutto era pronto, non restava che salire in sella e partire.

Ho fatto il mio primo viaggio in moto in solitaria raggiungendo il meraviglioso Salento. E' stato un viaggio bellissimo, ma negli anni ho capito che il mio cuore batte per i paesi del centro e nord Europa. Nonostante il rischio pioggia sempre in agguato, viaggiare verso nord mi emoziona moltissimo, mi sento davvero in sintonia con la natura e con gli spazi che mi circondano, e il cortese distacco dei popoli del nord mi rassicura, lasciando spazio al mio viaggio interiore, che sempre accompagna i miei viaggi in moto in solitaria.

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Da Padova a Nesselwang (Germania)

Partenza da Padova dopo l'ora di pranzo, in una calda giornata di inizio estate. Il meteo è buono, posso concedermi una prima tappa con qualche itinerario interessante. Dal Veneto al Trentino attraversando la Valsugana, poi su verso il Passo di Resia, e l'immancabile foto con il Campanile. C'è un po' di traffico ma tutto sommato ci si può godere la strada con tranquillità. I primi chilometri con la mia Ducati Monster 1200 in modalità touring sono soddisfacenti; qualche vibrazione alle velocità più sostenute, c'è da abituarsi al differente baricentro della moto nei tornanti più stretti, ma niente di più. Un rapido controllo alle cinghie di sostegno delle borse laterali ed è il momento di ripartire per la prossima tappa della giornata: il Fernpass. Ho percorso più volte questo passo ai confini tra Austria e Germania ma la sosta al Fernsteinsee è sempre una tappa obbligata. Altra certezza è l'hotel Post di Nesselwang, con l'utilissimo garage coperto, l'ottima cucina e soprattutto l'ottima birra artigianale.

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Da Nesselwang a Bispingen (Germania)

Dopo una prima giornata all'insegna delle curve e del divertimento tra i passi di montagna, il programma della seconda giornata è di arrivare quanto più possibile a nord. Grazie alle proverbiali autostrade tedesche senza limiti di velocità e grazie alla mia fedele Ducati Monster la tappa di trasferimento è risultata comoda e veloce, nonostante i numerosi tratti di pioggia. L'obiettivo di giornata era di raggiungere perlomeno Hannover. Obiettivo raggiunto e superato. Ho prenotato una stanza a Bispingen, un paesino turistico tra Hannover ed Amburgo. Proprio negli ultimissimi chilometri la pioggia diviene più intensa. Arrivato all'albergo scopro con piacere che nel magazzino adibito a ricovero attrezzi c'è spazio anche per la mia moto, in compagnia delle biciclette degli atri ospiti della struttura. E' un po' tardi, e sono affamato. Da queste parti le cucine chiudono molto presto, meglio affrettarsi. Dopo una doccia calda è il momento di una ottima bistecca. Il meteo per domani è buono. Pianifico l'itinerario, metto a caricare navigatore e telefono, poi dritti a dormire.

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Da Bispingen a Sorø (Danimarca)

Il meteo è davvero ottimo, arriverò in Danimarca per l'ora di pranzo, e poi si vedrà. L'autostrada tedesca scorre rapida sotto di me, e il confine danese arriva veramente in un lampo. Entrato in Danimarca faccio un po' di autostrada, poi esco e percorro la strada sulla costa. Sosta al porto di Kolding, poi di nuovo in sella, questa volta verso est, direzione Copenhagen. E' una splendida giornata, il sole è timido e talvolta si nasconde tra le nuvole, la temperatura è perfetta. Viaggio percorrendo le statali che attraversano la campagna danese, un saliscendi di asfalto e curve immerse in immense distese di paesaggio agricolo, uno scenario bellissimo, quasi fuori dal tempo. Incontro poche auto, qualche camion, qualche moto, soprattutto con targa tedesca. Vado via veloce su queste strade che fanno venir voglia di non fermarsi mai. Senza accorgermene ho fatto un sacco di strada. E' arrivato il momento di tornare in autostrada e attraversare il celeberrimo ponte Storebaeltsbroen. Quasi 7 chilometri sospesi, dove il Mar Baltico si confonde con il Mare del Nord. Attraversare il ponte è molto faticoso, il vento è fortissimo, ti schiaffeggia il casco e ti sposta la moto sotto al sedere di un metro come fosse fatta di cartone. In lontananza è pieno di nuvole, ma il sole è ancora alto in cielo e la strada scorre ancora veloce, forse grazie anche all'adrenalina che sale con l'avvicinarsi della meta. Copenaghen è davvero sempre più vicina. Per questa notte in terra danese scelgo un Resort a Soro, a meno di un ora dalla mia meta.

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Copenaghen (Danimarca)

Ho percorso molti chilometri in terra danese senza sentire addosso nemmeno un briciolo di stanchezza. Era tutto nuovo intorno a me ma nello stesso tempo mi sentivo a casa. Spazi ampi, strade che attraversano la campagna e che incontrano di tanto in tanto villaggi fuori dal tempo. La meta del mio viaggio è davvero vicina. Il meteo è così così ma non è poi così male. Fa un po' freddo ma sono attrezzato a dovere. Lascio i bagagli in albergo, a Soro, e salgo in moto, direzione Copenhagen.

E' davvero strano attraversare le strade di una capitale con la propria moto. Copenaghen è una città a misura d'uomo, brulica di gente operosa ma non è troppo affollata e non va mai di fretta. Tu ti adegui a quel ritmo costante ma mai frenetico, e giri la città con naturalezza, quasi come non fosse la prima volta. La tappa d'obbligo è al porto. Arrivarci in moto è un po' complicato, non si capisce se c'è divieto di accesso oppure no, e non è nemmeno chiaro dove si possa parcheggiare, ma da buon italiano me ne frego e un angolino per la mia moto lo trovo. Salgo la scalinata e mi trovo di fronte la celeberrima statua della Sirenetta. C'è molta ressa intorno alla statua, persone con lineamenti molto diversi tra loro si accalcano per una foto. Io me ne resto in disparte e osservo questo pellegrinaggio, sempre coronato da un'immancabile selfie. Attendo paziente un attimo di tranquillità tra la folla di turisti per uno scatto da lontano, immortalando a mia volta sul mio smartphone quel momento. La Sirenetta è un icona, e per me è il segno tangibile del raggiungimento del mio obiettivo.
Siamo arrivati a Copenaghen. Io e la mia Ducati Monster 1200.

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Da Soro a Brema (Germania)

Il cielo fino a questo momento mi è stato amico, concedendomi il lusso di arrivare con la mia moto fino a Copenaghen con il sole, qualche nuvola, qualche goccia di pioggia. I giorni a mia disposizione non sono molti, quindi quella odierna è una giornata di scelte. Il risveglio a Soro, dopo la gita a Copenaghen, mi mette davanti ad una decisione non facile: rimanere in Danimarca con il rischio di finire in mezzo ad una lunga e ampia perturbazione, oppure scappare verso sud? La stanchezza inizia a farsi sentire, e la minaccia di pioggia e perturbazioni intense mi fa propendere per la fuga verso sud.  Attraverso il ponte Storebaeltsbroen, questa volta c'è poco vento ma alle mie spalle in lontananza una immensa coltre di nubi minacciose sembra avvicinarsi rapidamente.

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La perturbazione mi rincorre, poi si allontana, ma mi prepara un agguato provenendo da un fianco, mentre attraverso le autostrade danesi a pochi chilometri dal confine con la Germania. Il vento laterale è fortissimo, la pioggia è intensissima e guidare diventa pericoloso. Mi fermo sotto ad un cavalcavia per qualche minuto ma la mia posizione non è molto sicura, c'è poco spazio sul ciglio, troppo vicino al traffico di auto e camion che continua ad alzare secchiate d'acqua dall'asfalto. Mi rimetto in viaggio sotto al diluvio universale, ci vedo a fatica, la pioggia è talmente intensa da sembrare un muro d'acqua. Finalmente una tregua. Ho freddo, e ho fame. Finalmente un area di sosta. Piove ancora, forte, ma almeno il diluvio è passato. Quella che probabilmente è una pessima copia danese di Wienerschnitzel mi sembra un piatto gourmet. Mi siedo sul tavolino lontano dalla porta di ingresso, vicino al bancone delle pizze al trancio, per stare lontano dall'aria gelida esterna e vicino al tepore del forno. Devo scappare da questa perturbazione prima possibile. Mi rimetto in viaggio, ancora sotto la pioggia battente. Poi smette, ma a rovinare ulteriormente i miei piani ci pensa il traffico di Amburgo. Sono stanco, molto stanco, guidare sotto la pioggia mette molta tensione, spalle, schiena e gomiti sono indolenziti dalla fatica. Per fortuna l'abbigliamento antipioggia ha retto bene, sono quasi tutto asciutto. Non è lo stesso per il mio bagaglio, che nonostante le precauzioni non ha retto a tutti quei chilometri sotto al diluvio. Anche trovare una sistemazione per la notte sembra essere un problema. Questa giornata è proprio storta. Prenoto online una camera in un Motel appena fuori Brema, a due passi dall'uscita autostradale. Arrivo tardi al Motel e non ho nessuna voglia di uscire, anche se ha smesso di piovere. Il Motel ha annesso un piccolo ristorante turco. Sono l'unico avventore, mi preparano quel che c'è. Anche in questo caso quello che probabilmente è un piatto qualunque di carne e verdure mi sembra chissà quale pietanza gourmet. Il potere della fame. Prima di addormentarmi metto a stendere in bagno il mio bagaglio fradicio. Controllo il meteo. Ipotizzo possibili itinerari per il giorno successivo. Ho voglia di tornare a casa. Mi addormento mezzo vestito.

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Da Brema a Dornstetten (Foresta Nera, Germania)

Mi sveglio, faccio colazione al Motel, e mi resta addosso la voglia di casa. Casa non vuol dire solamente il luogo in cui vivi, ma anche luoghi che ti sono familiari. Uno sguardo al meteo e la mia decisione è scontata, si va a casa, nella Foresta nera. I chilometri di autostrada tedesca scorrono rapidissimi e la Foresta Nera è sempre più vicina. Trovo un alloggio a Dornstetten, piccola cittadina che conosco bene. Non conoscevo però questo B&B, che mi sorprende e mi fa innamorare: Pension Waldliesel. Questa pensione con vista sulla vallata, sulla cittadina di Dornstetten e sulla Foresta nera è uno spettacolo, soprattutto con le luci del tramonto. La Schwarzwald è davvero un posto incantevole per un motociclista, un parco giochi di curve, paesaggi, asfalto perfetto, laghetti e poco traffico; un paradiso.

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Da Dornstetten a Padova (attraversando Passo Rombo).

Un meraviglioso risveglio con una splendida colazione, di buon mattino. Il cielo è limpido, l'aria è fresca, il sole inizia a regalare il suo calore. Giornata perfetta per rientrare verso casa nel modo migliore, attraversando uno dei miei Passi preferiti: Passo Rombo, il Timmelsjoch. Mi allontano dalla Foresta Nera e mi dirigo verso il Lago di Costanza, che raggiungo rapidamente. E' davvero una giornata bellissima, la temperatura è perfetta, c'è un po' di traffico ma al Lago di Costanza si sa, è la normalità. Più ci si allontana dal Lago e più il traffico diventa un lontano ricordo. Lindau, si entra in Austria e poi Imst, e poi giù verso Sölden. Eccola, bellissima, la striscia d'asfalto che sale al Passo Rombo, il Timmelsjoch. Faccio il biglietto, e pago volentieri sapendo quello che mi aspetta. Il clima oggi è proprio perfetto per andare in moto. Le curve e i tornanti del Passo Rombo sono più faticosi del solito con borse e bagagli, ma è sempre divertimento allo stato puro. Tanta, tanta emozione, arrivare lassù, dove questo monolite color ruggine ti accoglie fiero. Il mio viaggio è ormai vicino alla conclusione. Attraverso il Passo e con esso il confine, entrando in Italia. Sono un po' stanco ma rinvigorito dalle emozioni del Timmelsjoch.

passo rombo timmelsjoch

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E allora via, tutta una tirata verso casa. Questa volta è casa per davvero, la mia Padova, i miei Colli Euganei. Arrivo quando ormai è sera, stanco, stanchissimo, ma con un sorriso ebete stampato sulla faccia, sotto al casco che mi stringe le tempie.

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Ho portato la mia mostriciattola a Copenaghen, come avevo sognato di fare da molto tempo, come avevo promesso a me stesso. Io e lei, da soli.

Soltanto io e la mia moto. Io e i miei pensieri.

Una settimana. 3800 km. Infinite emozioni.



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