
Ci siamo. È arrivato quel momento dell’anno in cui i telegiornali, presi da un improvviso afflato di altruismo, iniziano a dispensare consigli rivoluzionari sull'estate in città: Bevete molta acqua, non uscite nelle ore più calde e non dimenticate di mangiare frutta fresca.
Ecco, se pensavate di trovare lo stesso livello di illuminante ovvietà anche qui sul mio blog... beh, avete assolutamente ragione! Perché parleremo anche noi di come sopravvivere ai giri in moto in estate. Abbiamo già parlato qualche anno fa di itinerari in moto pensati per i mesi più caldi dell'anno, e molti anni fa avevamo già affrontato queste tematiche con superficialità. Oggi torniamo a parlarne, con un pizzico di ironia.
Parliamoci chiaro: affrontare l'asfalto a luglio e agosto è un atto di fede. Viaggiare con 40 gradi all'ombra (che sulla sella diventano magicamente 50 o 60 a causa del calore del motore) non è propriamente un idillio. Eppure noi partiamo lo stesso (anche se devo dirvi la verità, con queste temperature in pianura nelle ultime settimane le mie moto sono rimaste sempre chiuse in garage).
Per evitare che il vostro prossimo weekend in moto si trasformi in una ricetta di pollo allo spiedo e patate al forno, ho messo insieme una lista di 10 consigli imperdibili, conditi con un pizzico di ironia, indispensabile quando il termometro impazzisce.
1. Infradito e canotta non sono omologati per l'uso in moto
Alzi la mano chi non ha mai incontrato sulla sua strada, provando una profonda invidia mista a terrore, il motociclista balneare che affronta i tornanti di un passo alpino in t-shirt, pantaloni corti, e scarpe da tennis. La tentazione di imitarlo quando l'aria sembra quella di un phon puntato in faccia è forte, lo so. Noi motociclisti "seri" non lo facciamo perché sappiamo che l'asfalto ha un pessimo coefficiente di simpatia per la pelle nuda, ma anche perché il contatto diretto con il sole e con l'aria rovente ti disidrata rapidamente e ti ustiona molto più velocemente. Vestirsi adeguatamente non è un optional, è tassativo.La soluzione: abbigliamento traforato estivo tecnico che lascia passare l'aria, con tutte le protezioni al loro posto, in combinazione con capi tecnici intimi che proteggono da raggi UV e disidratazione.
Quando siamo vestiti di tutto punto per combattere l'afa non dimentichiamoci che c'è sempre il trucco del "pulcino bagnato": se il caldo diventa davvero insopportabile, fermatevi ad una fontana e rinfrescatevi, anche inumidendo i capelli (per chi ne ha...) e gli indumenti. Per i successivi minuti vi sembrerà di avere l'aria condizionata. Sarete zuppi ma felici. Poi arriva la sensazione di umido e appiccicaticcio, quindi dovrete ripetere e ricominciare a bagnarvi ad oltranza...
2. La birra fresca non è contemplata dai protocolli sanitari
Ogni volta che vi fermate in un bar durante un giro estivo, la tentazione di ordinare una bionda media ghiacciata per festeggiare la conquista del passo è fortissima. Resistete. L'idratazione non è un'opinione: in moto si suda tantissimo senza accorgersene, perché l'aria asciuga subito il sudore. Quando iniziate a sentire un po' di sete è già tardi, siete già disidratati da un bel po'.La dura realtà: sostituite la birra con l'acqua (magari con un integratore di sali minerali). Se siete proprio degli impavidi provate con la birra analcolica... ma a questo punto forse è meglio un The freddo al limone...
3. Se il vostro migliore amico è un vampiro
Se d'inverno l'idea di partire quasi all'ora di pranzo ha un senso per aspettare che la strada si scaldi, d'estate le ore centrali della giornata sono un biglietto di sola andata per l'inferno.Chiedete consiglio ad un vampiro per gestire al meglio la vostra giornata estiva in moto: partenze all'alba. Ok svegliarsi alle 6:00 del mattino richiede uno sforzo immane, lo ammetto, ma vi regalerà il tempo necessario per percorrere le strade di pianura senza soffocare e salire in montagna per goderti l'aria più fresca nel pieno della giornata. Rientra con calma la sera sfruttando le giornate più lunghe e le temperature in calo all'imbrunire.
La siesta del mototurista: se invece la tua destinazione è il mare e le temperature sono costantemente proibitive, allora quando il sole picchia duro e l'asfalto rischia di sciogliersi, trovate un riparo, un ristoro, un bar o un ristorante all'ombra, un prato fresco o un angolo ventilato di lungomare, concedetevi una sosta prolungata, godetevi il luogo e le persone. Ripartirete quando il peggio è passato.
4. Sempre più in alto
Pianificare un itinerario estivo in pianura o nelle valli interne della Toscana o dell'Umbria con tappe forzate sotto il sole di mezzogiorno è una forma avanzata di masochismo. Salite in quota: l'aria torna ad essere perlomeno respirabile. Se siete lontani dai passi Alpini, dalle Dolomiti o dalle strade panoramiche dell'Appennino, allora andate in cerca di luoghi ventilati e di natura verdeggiante. E, ovviamente, tenetevi lontani il più possibile dalle autostrade e dal traffico cittadino.5. Non scaldatevi troppo
D'estate però non sono solo i motociclisti ad andare in crisi, ma anche le moto. Occhio alle temperature, tenete in ordine i liquidi del vostro mezzo e fate regolare manutenzione. Le gomme vanno in temperatura in un battibaleno, e la voglia di sfruttarle al massimo sale in fretta, ma tutto il resto della vostra moto soffrirà il caldo, dal motore ai freni, fino alla trasmissione. Tenetene conto e non strafate.
6. Il trono di spade
Salire in sella senza un minimo di preparazione psicologica può cambiare per qualche minuto la tonalità della vostra voce. Prima di sedervi, quindi, buttateci sopra un goccio d'acqua della borraccia (quella ormai tiepida che sa di plastica) o, se avete un briciolo di spazio sul sottosella per uno straccio o una vecchia maglietta, bagnatela e usatela come scudo termico mentre siete via. I vostri organi più cari vi ringrazieranno.
7. La friggitrice ad aria
Ripescate dalla soffitta il libro di testo delle medie o delle superiori, controllate come calcolare la traiettoria del sole nel cielo durante i mesi estivi, oppure per una volta fate una domanda utile e intelligente all'assistente AI del vostro smartphone. Fate calcolare la posizione dell'ombra prima di lasciare la moto parcheggiata con i caschi infilati sugli specchietti o allacciati ai maniglioni laterali. Se lasciate il casco anche solo un quarto d'ora sotto il sole diretto, quando lo indosserete il vostro cervello verrà cucinato a puntino come in una delle migliori friggitrici ad aria in commercio.
E comunque no, solo perché fa caldo non è il caso che usiate il casco Jet con con cui vostro cugino va al liceo con il Liberty. Utilizzate casomai un casco modulare, meglio se omologato per poter viaggiare anche con la calotta aperta. Ma non abusate di questa funzione, fatelo solo quando il contesto lo permette.
8. La dieta proteica che non meritavamo
Portate sempre con voi un piccolo panno in microfibra. Pulire la visiera con il guanto non fa altro che spalmare il bottino di insetti stecchiti su tutto il vostro campo visivo, trasformando un tranquillo giro in moto in un'esperienza di realtà aumentata decisamente evitabile.
Infine, tenete la bocca chiusa e respirate con il naso, o il vostro fabbisogno giornaliero di proteine verrà superato a manciate di insetti sparati dritti in gola.
9. Profondo rosso
Finché si viaggia ai 60 all'ora con la giacca estiva traforata, tutto sommato si sopravvive. Ma l'universo ha un senso dell'umorismo spietato, e puntualmente proprio per evitare le autostrade vi ritroverete in alcuni tratti di statale a incontrare una serie interminabile di semafori rossi in mezzo al nulla, senza un centimetro di ombra nel raggio di chilometri.
Scene a metà strada tra un film Western e un film Horror, con i rovi secchi trasportati dal vento e le allucinazioni che appaiono all'orizzonte. In meno di tre secondi netti, la giacca traforata smette di essere un prodigio della tecnologia e diventa una serra per la coltivazione intensiva di piante tropicali. Iniziate a sudare anche in posti che non pensavate potessero avere dei pori. Il tempo scorre lentissimo, mentre fissate la luce rossa con lo stesso odio che si riservava al prof che scorreva il dito sull'elenco alfabetico del registro prima di un interrogazione a sopresa.
10. Houston: abbiamo un problema
Se d'estate noi motociclisti soffriamo le pene dell'inferno per il caldo, lo smartphone agganciato al manubrio usato come navigatore rischia di liquefarsi come una monetina di rame inghiottita dalla lava di un vulcano.
Lo posizioni al mattino, fiero del tuo itinerario caricato sull'app di navigazione. Poi, verso mezzogiorno, inizia lo spettacolo: il sole batte perpendicolare sullo schermo... risultato? Non vedi assolutamente nulla, se non il riflesso del tuo casco sudato e la tua faccia sofferente. Alzi la luminosità al 1500%, non vedi comunque una mazza, ma stai consumando la batteria alla velocità della luce. Inoltre, esposto al sole diretto, il telefono raggiunge la temperatura di una fonderia. Tu ti fermi sul punto panoramico più bello del giro, spegni la moto e stacchi il telefono per fare una foto ricordo. Inquadri il panorama, schiacci il tasto e... il nulla. Il telefono ha i riflessi di un bradipo anestetizzato. Diventa lento come un Commodore 64.
Se non volete che il vostro telefono si autodistrugga trasformandosi in un fermacarte, tenetelo in tasca e affidatevi solo alle indicazioni vocali nell'interfono, oppure compratevi uno smartphone Rugged da dedicare esclusivamente a questo scopo. Se proprio avete voglia di spendere investite in un navigatore per moto. Anche i dispositivi di mirroring sono un buon compromesso, ma considerate il fatto che scaricano la batteria del vostro smartphone e mettono comunque al lavoro il suo processore. La vera alternativa è una buona memoria (studiatevi bene il percorso la sera prima del giro) e una mappa cartacea infilata da qualche parte in un pertugio della moto (meglio se lontano da fonti di calore dirette che potrebbero incenerirla). Vi perderete sicuramente molto spesso, ma almeno salverete il vostro smartphone da una crisi mistica inevitabile.
La verità sta nel mezzo.
Scegli il mezzo giusto per questa torrida estate: vai in barca a vela! Scherzi a parte... con un minimo di attenzione, l'attrezzatura giusta, una moto in ordine e la disponibilità a cambiare gli orari delle vostre tappe, anche l'estate può regalarvi giri in moto memorabili.E voi come sopravvivete al caldo estivo in sella? Siete dei puristi della partenza all'alba o preferite soffrire pur di dormire un'ora in più? Siete del club della tuta in pelle anche a costo di un collasso o del circolo nautico in bermuda e polo col colletto all'insù? Fatemelo sapere nei commenti!
Ci vediamo in strada, possibilmente all'ombra....

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