Messico selvaggio in moto: i racconti del Gringo

I racconti del Gringo: 2 amici 2 ruote e 14 mila chilometri attraverso un Messico selvaggio


Quando ho ricevuto la mia copia cartacea del libro "I racconti del Gringo: 2 amici 2 ruote e 14 mila chilometri attraverso un Messico selvaggio" sono rimasto a dir poco perplesso. Quando ho finito di leggerlo, qualche giorno fa, chiudendo definitivamente il libro tra le mie mani mi sono ritrovato spaesato. La diffidenza iniziale ha lasciato spazio fin da subito alla curiosità, poi ad una sensazione di consapevole disorientamento, che mi ha piacevolmente accompagnato fino alla fine della mia lettura.

Ci sono libri di viaggio che raccontano luoghi ed itinerari, altri che raccontano la strada. Il libro di Michele Ricucci appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Non è un racconto a cui ispirarsi per organizzare un viaggio in Messico. Potrete però immergervi nello spirito e nella cultura del Messico lontano dai circuiti turistici. Questa è una storia da leggere per godersi l'aria in faccia, il sudore delle giornate più calde e le dita congelate delle giornate più fredde, le cadute, le soste forzate e le ripartenze, la paura e il senso di libertà che convivono nell'incertezza della vita, le speranze che si affacciano all'alba di una nuova giornata appena iniziata, la malinconia di un tramonto che si avvicina. 

Pochi soldi, mezzi tutt’altro che perfetti, luoghi selvaggi al confine del mondo, due amici, Michele e Roberto, molto diversi tra loro. Una buona dose di ostinata e consapevole incoscienza. Un viaggio lungo migliaia di chilometri che fin dalle prime pagine appare per quello che è: un racconto semplice, sincero, che segue il ritmo della strada. 

Una storia fatta di scelte, paesaggi, incontri. Il Messico è protagonista, ma rimane allo stesso tempo sullo sfondo. I paesaggi ci sono, ma non sono il centro della narrazione. A restare davvero impressi sono i singoli momenti, le persone, i sapori, i colori.


I racconti del Gringo: 2 amici 2 ruote e 14 mila chilometri attraverso un Messico selvaggio


Non è soltanto il racconto di un’avventura in moto, non è nemmeno la storia di un'amicizia, è il diario imperfetto di uno di noi. Chi ha viaggiato in moto lo sa bene: spesso le storie più vere non nascono da un itinerario perfetto, dai panorami mozzafiato o dai luoghi da cartolina. I ricordi più indimenticabili nascono da piccole cose: da uno scorcio inaspettato dietro ad una curva, da un improvviso cambio di programma, da un incontro imprevisto. Non importa se per un weekend fuori porta o per un lungo viaggio avventuroso ai confini del mondo, se in sella ad una tourer full-optional o ad una enduro scassata, lo spirito che accomuna tutti noi, viaggiatori in moto, è quello del godersi gli spazi, i silenzi, i rumori, gli sguardi e le parole delle persone che incontriamo lungo la nostra strada.

Il libro "I racconti del Gringo: 2 amici 2 ruote e 14 mila chilometri attraverso un Messico selvaggio" racconta un'esperienza ai confini del mondo con uno sguardo sincero, con un ritmo rilassato, con la voglia di condividere sensazioni e momenti. Se avete voglia di immergervi nel diario di viaggio di due amici motociclisti un po' incoscienti in sella a due moto improbabili, alla scoperta di un Messico selvaggio in un itinerario quasi impossibile da replicare, allora questo è il libro giusto per voi.


I racconti del Gringo: 2 amici 2 ruote e 14 mila chilometri attraverso un Messico selvaggio


Se cercate un libro che abbia sottotraccia degli elementi da guida turistica e l'aspettativa di raccogliere indicazioni e idee per organizzare un viaggio in moto in Messico... lasciate stare, cercate dell'altro!

Infine, questo è un libro autoprodotto, totalmente privo di immagini, mappe o altri elementi che non siano il puro e semplice testo scritto. Per chi, come me, viene dal mondo del design e ha studiato e masticato un po' di cultura grafica nella vita personale e professionale, al primo impatto l'impressione è stata quella di un libro poco curato e improvvisato, che delude al primo sguardo e quasi crea un senso di repulsione. Se poi pensi che l'autore è un fotografo, ti chiedi il perché di questa totale assenza di attenzione ai dettagli, il perché di una copertina e di un'impaginazione che sembra una bozza andata in stampa quasi per sbaglio. Poi inizi a leggere il libro, e tutto questo pregiudizio perde di importanza, anzi, diviene parte integrante del racconto, strumento stesso di empatia con l'animo punk dell'autore

La scrittura di Michele Ricucci ha un tono diretto, asciutto, ironico. Ti accompagna pagina dopo pagina fino alla fine del viaggio. Non ho potuto immedesimarmi con Michele e nemmeno con l'amico Roberto. Troppo diverse le nostre vite, troppo lontane le nostre attitudini alla vita. Troppo eccessivo il loro viaggio per uno come me che è attratto dalle strade pulite e dalle casette ordinate dei fiordi scandinavi. Ma è questo il bello della lettura, ti da la libertà di immergerti in un racconto che non è il tuo, e che probabilmente mai lo sarà. Il segreto è lasciarsi andare alla curiosità nei confronti di altri mondi, di altre vite, di anime diverse dalla tua. Non a caso Michele Ricucci di professione è fotografo, e la fotografia è in qualche modo la rappresentazione di un attimo, di un istante fatto di infinite emozioni che lasciano spazio all'immaginazione, il frammento di una lunga storia che ci accomuna, ma che al tempo stesso immaginiamo diversa nella testa di ognuno di noi. 


I racconti del Gringo: 2 amici 2 ruote e 14 mila chilometri attraverso un Messico selvaggio


Scrittura e fotografia. Questo abbiamo in comune io e Michele: l'amore per forme espressive quasi rivoluzionarie di questi tempi. Mi piace scrivere e mi piace leggere, per questo mi ostino ad avere un blog. Mi piace fotografare e non amo registrare video, per questo uso Instagram come se fosse ancora la piattaforma che era molti anni fa, e non riesco proprio ad appassionarmi a YouTube e TikTok. Non è solo una questione generazionale, è una questione di identità. E poi un piccolo ma non banale dettaglio: fotografare l'altro da se. Non per falsa modestia o per mancanza di egocentrismo, più semplicemente per consapevole scelta narrativa, anzi quasi per scelta esistenziale. Guardarsi attorno per capire meglio se stessi, piuttosto che specchiarsi in se stessi per costruire il personaggio che non siamo e non saremo mai. Forse sono, siamo, semplicemente due personaggi secondari di un vecchio film che non si incontrano mai, in un mondo che rincorre protagonisti che replicano se stessi, spalmati in infinite stagioni di serie tv che nascono e muoiono senza soluzione di continuità. Forse sono, siamo, due sconosciuti immersi nella platea sudata e appiccicosa di due concerti lontani e diversi, ma che cantano con la stessa emozione vecchie canzoni senza tenere in mano uno smartphone, in un mondo che fagocita tormentoni, balletti e jingle scrollando senza pietà.

Un libro, un racconto, una storia: scrittura e lettura sono strumenti che lasciano spazio all'immaginazione, ti fanno immedesimare nei protagonisti, reali o immaginari, anche se sei lontanissimo dal loro vissuto, dal loro carattere, dal loro atteggiamento nei confronti della vita. 

La fotografia è un battito di ciglia: coglie un attimo irripetibile, statico nella forma ma assolutamente dinamico nel saper costruire infinite possibili interpretazioni di ogni piccolo dettaglio, ombra, colore.

La musica è un viaggio dentro noi stessi: vibrazioni che restituiscono emozioni, ritmo che stimola il nostro essere, parole che ipnotizzano la nostra mente.

Michele Ricucci è un viaggiatore, è un fotografo, è un appassionato di musica e di scrittura. E questo libro lo rappresenta. Il libro "I racconti del Gringo: 2 amici 2 ruote e 14 mila chilometri attraverso un Messico selvaggio" Ã¨ una sintesi di tutto questo: un racconto scritto che raccoglie istantanee di viaggio, con un sottofondo che ti coinvolge nel profondo. 


I racconti del Gringo: 2 amici 2 ruote e 14 mila chilometri attraverso un Messico selvaggio



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In questo post trovi alcune delle foto scattate da Michele durante il viaggio. Puoi vedere molte altre foto che raccontano la sua avventura in moto in Messico con l'amico Roberto. Io però ti consiglio di guardarle solamente dopo aver letto il libro, per lasciare spazio alla tua immaginazione, e calarti nella realtà solamente quando avrai girato l'ultima pagina. Se invece proprio non riesci a contenere la tua curiosità: clicca qui

Puoi seguire il Gringo Michele Ricucci su Instagram: clicca qui


Foto: (C) Michele Ricucci



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