
Grazie alla disponibilità di Ducati Vicenza Autovega, ho avuto la possibilità di mettere alla prova una delle ultime nate a Borgo Panigale: la nuova Ducati Monster V2 2026.
L'ho portata a spasso sulle curve e i tornantini dei Colli Berici e dei Colli Euganei per farmi rivelare la sua vera anima: ed ecco come è andata!
Monster V2: nel segno della leggerezza
Dimenticate (se potete...) alcuni punti fermi del passato come il telaio a traliccio o il motore Desmo. La nuova Monster V2 continua nel segno dell'innovazione ma raggiunge un maggiore livello di maturità rispetto al modello precedente. Una svolta epocale già iniziata con il Monster 937, ma che in questo V2 2026 risulta declinata con una formula più azzeccata e centrata. Tra le principali sfide di questo ultimo modello 2026 c'è l'attenzione maniacale al miglior rapporto peso/potenza possibile, una caratteristica che rende questa nuova Ducati Monster V2 una vera "lama" tra le curve, come si suol dire.In sella al Monster V2: immediata e per tutti
La prima cosa che ho notato è l'ergonomia, che ho percepito accogliente dal primo secondo. I volumi della sella, il design del serbatoio, e la geometria del manubrio dialogano tra loro perfettamente, e permettono di toccare terra con estrema facilità anche a chi non è un gigante (come il sottoscritto diversamente alto 1,70). Questa messa in sella infonde una sicurezza immediata nelle manovre da fermo, e mi immagino come possa essere una chiave di mercato importante in particolare per il pubblico femminile, che potrà certamente apprezzare questa caratteristica, rendendo ancora più appetibili le potenzialità di questa icona delle naked sportive compatte.Dinamica di guida: un vero Monster... quando serve
Nel traffico della zona industriale di Vicenza è risultata subito agile e ben bilanciata fin dai primi metri, ma è quando si sale verso Arcugnano sui Colli Berici che inizia a venir fuori immediatamente il suo carattere sportivo, trasformandosi nel vero Monster che tutti vogliamo riconoscere.
Motore elastico e fluidità di marcia incredibile ai bassi, seconda e terza marcia impeccabili. Ho "dimenticato" consapevolmente la terza marcia in alcuni tratti lenti o in salita, trovando subito il feeling giusto per gestire le basse velocità senza strattoni, per poi andare in progressione e tornare ad un ritmo dinamico e divertente. La rapportatura delle marce e la gestione del motore, anche grazie alle mappe dedicate, consente una guida quasi da "scooter" nei trasferimenti urbani, ma sa regalare emozioni vere e una spinta vigorosa in uscita da curve e tornanti con mappatura "sport".
Il piacere dei sensi: bentornato Monster
Il ritorno ad un design più muscoloso e compatto si accompagna a scelte estetiche che ho molto apprezzato, come il ritorno delle frecce anteriori in posizione classica, abbandonando l'integrazione nei fianchetti del modello precedente che non mi aveva mai convinto del tutto.
Il sound del doppio scarico è cupo e coinvolgente, tipicamente Ducati. Il pacchetto elettronico è di ottimo livello e include un Quick-shifter che ho trovato precisissimo: gli innesti sono secchi, rapidi, senza incertezze sia in salita di marcia che in scalata.
Il sound del doppio scarico è cupo e coinvolgente, tipicamente Ducati. Il pacchetto elettronico è di ottimo livello e include un Quick-shifter che ho trovato precisissimo: gli innesti sono secchi, rapidi, senza incertezze sia in salita di marcia che in scalata.
I freni con pinze Brembo sono potenti e ben modulabili. Ho apprezzato molto anche la gestione del freno motore, mai invasivo, e l'efficacia delle mappe motore (che includono anche una utilissima mappa Wet). Nel traffico cittadino e sui tornanti in collina puoi subito trovare la configurazione più adatta al tuo stile di guida.
Cosa non va in questo nuovo Monster V2
Non sono un grande esperto e non sono un giornalista specializzato, quindi vi racconto quello che ho potuto giudicare personalmente dopo due giorni di test tra le colline del comprensorio Euganeo-Berico. Partiamo dal presupposto che nessuna moto è perfetta, e da buon "motociclista della domenica", posso dire che non ho trovato difetti evidenti, devo solo limitarmi a segnalare qualche dettaglio che reputo migliorabile:
Il cruscotto TFT: sebbene sia un bel display ampio, luminoso, e con un ottimo contrasto, alcuni simboli sono davvero piccoli e non sempre sono immediati da leggere durante una guida "impegnata", come ad esempio i simboli di segnalazione delle frecce.
Il blocchetto frecce/clacson: il comando delle frecce è molto vicino a quello del clacson, e il pulsante del clacson ha una leva molto sporgente. Più di una volta, volendo svoltare a destra, ho accidentalmente "salutato" i passanti con un accenno imprevisto di clacson. Ci si abitua dopo qualche chilometro, ma si poteva fare di meglio nell'ergonomia di due comandi così ravvicinati.
In manovra: spostare la moto è un gioco da ragazzi quando sei in sella, la moto è leggerissima e la sagomatura laterale dei volumi della moto consente un controllo assoluto, ma manca un appiglio solido sul codino per facilitare gli spostamenti a mano quando scendi. Questa non è una moto nata per andare a spasso in due, ma il problema dell'appiglio si ripresenta qualora si dovesse condividere un giro in moto con un passeggero.
Il cruscotto TFT: sebbene sia un bel display ampio, luminoso, e con un ottimo contrasto, alcuni simboli sono davvero piccoli e non sempre sono immediati da leggere durante una guida "impegnata", come ad esempio i simboli di segnalazione delle frecce.
Il blocchetto frecce/clacson: il comando delle frecce è molto vicino a quello del clacson, e il pulsante del clacson ha una leva molto sporgente. Più di una volta, volendo svoltare a destra, ho accidentalmente "salutato" i passanti con un accenno imprevisto di clacson. Ci si abitua dopo qualche chilometro, ma si poteva fare di meglio nell'ergonomia di due comandi così ravvicinati.
In manovra: spostare la moto è un gioco da ragazzi quando sei in sella, la moto è leggerissima e la sagomatura laterale dei volumi della moto consente un controllo assoluto, ma manca un appiglio solido sul codino per facilitare gli spostamenti a mano quando scendi. Questa non è una moto nata per andare a spasso in due, ma il problema dell'appiglio si ripresenta qualora si dovesse condividere un giro in moto con un passeggero.
In conclusione: la nuova V2 è un "vero" Monster?
Assolutamente sì. Lo dico da appassionato "monsterista" e da felice possessore di un Monster 1200 del 2014. Questa icona nasce da un'idea di Miguel Galluzzi nel lontano 1992, e dopo oltre 30 anni è naturale che alcuni paragoni siano difficilmente sostenibili. Anche se elementi iconici come il desmo e il traliccio sono ormai ricordi del passato, questa Monster V2 2026 incarna perfettamente lo spirito originale: puro divertimento, essenzialità e carattere.Questo nuovo Monster V2 è una moto che ti mette subito a tuo agio, puoi usarla per gli spostamenti quotidiani così come per goderti le curve nei weekend, con la consapevolezza di avere tra le mani un mezzo tecnico di altissimo livello.
Se cercate la compagna ideale per le uscite domenicali o per il tragitto casa-lavoro, che sappia farvi sorridere ogni volta che girate la chiave e date lo start, tra i semafori della vostra città come tra le curve dei Passi Dolomitici, allora questa nuova Monster V2 2026 fa al caso vostro.
Se cercate la compagna ideale per le uscite domenicali o per il tragitto casa-lavoro, che sappia farvi sorridere ogni volta che girate la chiave e date lo start, tra i semafori della vostra città come tra le curve dei Passi Dolomitici, allora questa nuova Monster V2 2026 fa al caso vostro.
Maggiori informazioni sul sito ufficiale Ducati: clicca qui
Monster: un'icona senza tempo
Se siete appassionati di questo modello iconico o se volete semplicemente scoprire qualcosa di più sulle diverse versioni che si sono succedute nel tempo, potete leggere il post dedicato al confronto tra le 5 differenti generazioni della Ducati Monster.
Prova anche tu il nuovo Monster V2
Infine, se sei in Veneto, hai un motivo in più per andare a provare la nuova Ducati Monster V2 da Ducati Vicenza. La sede di Ducati Vicenza Autovega è in una posizione strategica, a due passi dai Colli Berici, ideale per mettere alla prova una naked sportiva, divertente e dinamica come questa.
Provala! Ne vale la pena!
Il comprensorio Euganeo - Berico
Se non conosci bene la zona dei Colli Berici e dei Colli Euganei, ti lascio le indicazioni per percorrere una parte dell'itinerario che ho attraversato per questo test ride:
I paesaggi collinari e le lunghe serie di curve in montagna sono sicuramente il terreno di gioco più adatto per qualsiasi Monster che si rispetti, e questa nuova Ducati Monster V2 ha lo spirito giusto per darvi tante soddisfazioni.
Puoi scoprire altri itinerari e luoghi di interesse che riguardano questo territorio selezionando i tag #ColliEuganei e #ColliBerici
Ringraziamenti
Ringraziamo nuovamente Ducati Vicenza Autovega per averci concesso il Monster V2 per due giorni di Test Ride e vi rinnoviamo l'invito a provare tutti i modelli Ducati disponibili presso il concessionario.





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