
Elena ha coltivato la sua passione per le moto iniziando in giro per la campagna emiliana in sella ad un vecchio Ciao e nei pomeriggi passati a guardare Valentino Rossi in TV. Poi la sua prima Ducati, e infine la scoperta della sua vera vocazione, sempre su due ruote a motore, ma dove finisce l'asfalto.
Ecco a voi la storia di Elena Lodi:
- Parlaci un po' di te e del tuo rapporto con il mondo delle motoElena: Mi chiamo Elena, ho 27 anni e sono un progettista meccanico. Ho sempre saputo che ero affine al mondo dei motori, fin da piccola guardando la MotoGP in tv con la mia famiglia; ho assistito negli anni all'ascesa di Valentino Rossi e questa sicuramente è stata la mia prima fonte di ispirazione.
Ma il primo approccio che ho avuto con un mezzo a due ruote con il motore, è stato con il Ciao di mia mamma: ho avuto la fortuna di crescere in campagna con tanto spazio e, fin dall'età di 13/14 anni, quando non sapevo che fare, mi facevo i miei giretti con il Ciao tra i filari di peri e meli.
Purtroppo i miei genitori non hanno avuto la possibilità di comprarmi né lo scooter né una moto, perciò ho cercato di dare sfogo alla mia passione cercando di farne il mio lavoro, ma anche lì non mi è andata bene, perché nell'automotive prendono solo Ingegneri o persone con esperienza. Però, anche se alla fine lavoro in un altro settore, questo lavoro mi ha permesso di comprarmi la mia prima vera moto nel 2021: un Ducati Monster 696.
Soltanto un anno dopo, grazie al mio attuale marito, ho provato il motocross. Nell'esatto istante in cui, per la prima volta, ho staccato le ruote da terra, è scattata la scintilla e ho capito: ho venduto il Monster e ho comprato un KTM sxf 250 factory da cross. Da quel momento in poi ho avuto la fortuna di poter provare praticamente tutte le discipline del motociclismo: il viaggio stradale, la pista con le minigp e pitbike, il motard (misto asfalto e off), il motocross, l'enduro, il flat-track e l'adventouring; quello che veramente mi manca è andare in una pista come il Mugello con una moto carenata, che è il colmo dato che è stata la cosa che mi ha acceso la scintilla, ma conto di riuscire a farlo a breve.
Concludendo posso dire che quando sono in sella mi sento completa e libera, qualsiasi moto sia, perciò, sì, mi piacciono i viaggi e le giornate di adv tranquille in mezzo al nulla e circondata da paesaggi pazzeschi, ma per me la moto rimane uno sport e in quanto tale c'è quel lato competitivo che ancora non ho avuto modo di approfondire, ma che mi attira tantissimo, è quindi per questo che quest'anno vorrei partecipare a delle gare.
Quindi per me la moto è un mezzo per scoprire non solo quello che mi circonda, ma soprattutto me stessa e i miei limiti.
- Qual è il tuo giro in moto preferito?
Elena: Non ho un giro in moto che posso definire preferito, mi piace scoprire sempre posti nuovi e esplorare, però c'è un passo che posso definire "casa", il passo in cui ho imparato a curvare e a cambiare le marce: il Passo della Raticosa. Ci sono particolarmente affezionata, non solo perché è vicino a casa, ma soprattutto perché lo Chalet è stato la prima meta che ho raggiunto quando ancora avevo il foglio rosa, quindi posso dire che è stato un po' la mia scuola.
Detto questo, c'è un solo itinerario che vorrei rifare e che mi è rimasto nel cuore: Il passo Jafferau e il colle del Sommeiller.
- Che moto hai nel tuo garage? Utilizzi la moto per itinerari brevi o anche per viaggiare?
Elena: In garage ho attualmente un BMW F900 GS, con la quale faccio i viaggi e gli eventi ADV, e un Kawasaki Kx250 del 2022 da Cross convertito Enduro, una moto che amo, che mi ha permesso di chiudere i primi salti in cross e che ora mi sta accompagnando anche nell'enduro vero.
Non amo gli itinerari brevi, quando salgo in moto è perché so che ci voglio stare per delle ore, per tragitti brevi vado in auto.
- Il luogo che vorresti visitare o il viaggio che vorresti fare in sella ad una moto?
Elena: Il sogno nel cassetto è il deserto, non mi importa dove, ma voglio vedere l'alba e il tramonto in sella alla moto su un mare di dune e "ascoltare" il silenzio del deserto; e la notte cercare le costellazioni seduta fuori dalla mia tenda prima di andare a dormire.
- A cosa pensi quando indossi il casco e sali in moto?
Elena: Dipende, a volte spengo il cervello e mi rilasso, soprattutto quando viaggio, altre invece mi concentro sull'obiettivo da raggiungere, cerco di comprendere la mia moto e i movimenti da farle fare per superare gli ostacoli o fare i salti.
- Il modello o la tipologia di moto che preferisci?
Elena: Per me la cosa bella della moto è che con piccole differenze ti permette di fare tantissime cose diverse, che trovo tutte divertentissime, perciò è impossibile per me limitarmi a sceglierne una sola per tipologia. Ogni moto è bella perché è a se, è come se ognuna avesse il suo carattere: è ovvio che con alcune ci sarà più sintonia che con altre, ma ognuna di loro ha qualcosa di positivo da regalarti o insegnarti.
Elena: Non ho un giro in moto che posso definire preferito, mi piace scoprire sempre posti nuovi e esplorare, però c'è un passo che posso definire "casa", il passo in cui ho imparato a curvare e a cambiare le marce: il Passo della Raticosa. Ci sono particolarmente affezionata, non solo perché è vicino a casa, ma soprattutto perché lo Chalet è stato la prima meta che ho raggiunto quando ancora avevo il foglio rosa, quindi posso dire che è stato un po' la mia scuola.
Detto questo, c'è un solo itinerario che vorrei rifare e che mi è rimasto nel cuore: Il passo Jafferau e il colle del Sommeiller.
- Che moto hai nel tuo garage? Utilizzi la moto per itinerari brevi o anche per viaggiare?
Elena: In garage ho attualmente un BMW F900 GS, con la quale faccio i viaggi e gli eventi ADV, e un Kawasaki Kx250 del 2022 da Cross convertito Enduro, una moto che amo, che mi ha permesso di chiudere i primi salti in cross e che ora mi sta accompagnando anche nell'enduro vero.
Non amo gli itinerari brevi, quando salgo in moto è perché so che ci voglio stare per delle ore, per tragitti brevi vado in auto.
- Il luogo che vorresti visitare o il viaggio che vorresti fare in sella ad una moto?
Elena: Il sogno nel cassetto è il deserto, non mi importa dove, ma voglio vedere l'alba e il tramonto in sella alla moto su un mare di dune e "ascoltare" il silenzio del deserto; e la notte cercare le costellazioni seduta fuori dalla mia tenda prima di andare a dormire.
- A cosa pensi quando indossi il casco e sali in moto?
Elena: Dipende, a volte spengo il cervello e mi rilasso, soprattutto quando viaggio, altre invece mi concentro sull'obiettivo da raggiungere, cerco di comprendere la mia moto e i movimenti da farle fare per superare gli ostacoli o fare i salti.
- Il modello o la tipologia di moto che preferisci?
Elena: Per me la cosa bella della moto è che con piccole differenze ti permette di fare tantissime cose diverse, che trovo tutte divertentissime, perciò è impossibile per me limitarmi a sceglierne una sola per tipologia. Ogni moto è bella perché è a se, è come se ognuna avesse il suo carattere: è ovvio che con alcune ci sarà più sintonia che con altre, ma ognuna di loro ha qualcosa di positivo da regalarti o insegnarti.
Detto questo con le mie 2 moto mi trovo benissimo e attualmente penso di aver trovato con loro i giusti compromessi per potermi divertire tanto, ne vorrei 1 sola in più: una carenata con la quale andare nelle piste e provare di mettere il ginocchio a terra.
- La moto più bella e quella più strana che tu abbia mai guidato, o che vorresti guidare?
Elena: Le moto che reputo le più belle esteticamente e da guidare sono attualmente le mie 2 moto, per le discipline che rappresentano, perciò posso ritenermi molto fortunata. Però ci sono tante altre moto che reputo bellissime e che mi incuriosiscono: Ducati Panigale 1199 (per me la più bella), la Kawasaki Ninja H2R, l'Harley Sportster S, la Triumph TF450 RC, ma la più bella di tutte che vorrei in salotto da poter ammirare costantemente è la MV Augusta Superveloce S, in particolare quella con le carene bianche, il telaio e i cerchi oro e la sella in pelle marrone, non ho idea di come vada, ma esteticamente è un capolavoro.
Ringraziamo Elena Lodi per aver raccontato la sua passione per le moto e il mototurismo.



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