Ferrari Luce: prime impressioni

Ferrari Luce: prime impressioni


Oggi mettiamo per un attimo da parte le nostre amate moto per parlare di un evento storico: la Casa di Maranello ha aperto un capitolo completamente inedito della sua storia, è stata presentata la Ferrari Luce, la prima vettura full-electric del Cavallino Rampante.

Da appassionato di motori e da designer di professione, non potevo esimermi dal condividere con voi le mie prime impressioni su questo progetto che ridefinisce (o tenta di ridefinire) il concetto stesso di emozione alla guida.


Il contesto di mercato: l'elettrico di lusso, tra tradizione e rivoluzione

Il mercato delle auto elettriche di lusso si trova in una fase cruciale. Se da un lato abbiamo una Porsche Taycan che in qualche modo ha aperto il mercato a questo tipo di auto, dimostrando che si può mantenere un'identità di marca anche "con la spina", dall'altro assistiamo a mosse ben più radicali, come la scelta di Jaguar di azzerare e reinventare completamente il proprio brand e l'approccio al mercato per abbracciare l'elettrico. Per la Taycan i dati di vendita più recenti non sono particolarmente incoraggianti, mentre per Jaguar la transizione al nuovo progetto è molto in ritardo e se ne parlerà probabilmente nel 2027. Si tratta quindi di una situazione delicata per il posizionamento del prodotto elettrico di lusso, ma allo stesso tempo è normale che le grandi case sperimentino in questo settore. 

In questo scenario, Ferrari inaugura un segmento completamente nuovo per il brand, portando a compimento l'annunciata strategia multienergetica, espandendo le proprie possibilità progettuali grazie alle peculiarità dell'architettura elettrica, senza però rinnegare il proprio passato (perlomeno nelle intenzioni).


I numeri del Cavallino Elettrico: la Ferrari Luce in sintesi

Dal punto di vista ingegneristico, i tecnici Ferrari hanno fatto un lavoro monumentale, sviluppando e realizzando tutti i componenti principali in-house. Non parliamo di una "banale" conversione di una termica in elettrica, ma di una piattaforma nativa elettrica protetta da oltre 60 nuovi brevetti. In sintesi:
  • Powertrain: 4 motori sincroni a magneti permanenti con flusso radiale (uno per ruota), derivati dall'esperienza della F80 e della Formula 1.
  • Potenza massima: 1050 cv complessivi.
  • Prestazioni: da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi, da 0 a 200 km/h in 6,8 secondi, e una velocità massima superiore a 310 km/h.
  • Batteria: pacco batteria strutturale da 122kWh a 800V capace di supportare la ricarica rapida (da 0 a 70 kWh in 20 minuti).
  • Autonomia: superiore a 530 km.
  • Peso in ordine di marcia: 2260 kg, ottimizzato grazie all'uso esteso di leghe di alluminio riciclato.

Dinamica di guida e sound

La vera sfida era replicare il DNA Ferrari senza il sound di un motore termico. La Ferrari Luce non usa suoni artificiali: un accelerometro sull'assale posteriore capta le vibrazioni meccaniche degli organi rotanti e le amplifica in abitacolo (e all'esterno) attraverso un sistema brevettato, regolato da un manettino, in modo simile ad una chitarra elettrica.

A livello dinamico, debutta la Vehicle Control Unit (VCU) che coordina il Side Slip Control X, le sospensioni attive e la trazione integrale elettrica con un sofisticato sistema di Torque Vectoring. Inoltre, le palette al volante gestiscono il Torque Shift Engagement: la paletta destra aumenta la coppia progressivamente per evitare lo spunto istantaneo tipico delle elettriche, mentre la sinistra gestisce la rigenerazione e il freno motore.








Il mio giudizio: tra conferme e dubbi

Io sono della generazione cresciuta con il mito della Ferrari 308 GTS di Magnum P.I. e della Ferrari Testarossa di Miami Vice, con il modellino della leggendaria F40 sul comodino e con le domeniche passate ad esultare per le vittorie di Michael Schumacher in F1. Per me, la Ferrari, è un qualcosa di quasi sacro, un concentrato di passione, velocità, emozione.

Di fronte a questo passo importante per la Casa di Maranello, il mio primo sentimento è il rispetto. L'evoluzione e l'innovazione non si possono fermare. Era sacrosanto e inevitabile che un brand come Ferrari sperimentasse l'elettrico, spingendo la tecnologia oltre i limiti attuali. Maranello doveva farlo, e lo ha fatto con la solita superiorità tecnica. Non ho dubbi sulla bontà del progetto tecnologico: conferma l'eccellenza assoluta di Ferrari nelle auto sportive di lusso.

Se le prestazioni e la qualità ingegneristica sono indiscutibili, è sul fronte stilistico che, da designer, mi trovo a dover muovere qualche critica.

Il design della Ferrari Luce è stato affidato ad una matita esterna, il collettivo LoveFrom di Sir Jony Ive e Marc Newson. Un approccio "disruptive" che cercava una contaminazione di linguaggi per proporre un prodotto che fosse iconico, che fosse Ferrari, ma allo stesso tempo che fosse unico e riconoscibile come elemento nuovo rispetto alla storia del Cavallino rampante.





Gli interni: promossi. Negli interni si percepisce la mano coerente di Jony Ive. L'interfaccia che unisce display digitali (sviluppati con Samsung Display) con pulsanti e quadranti meccanici è un'ottima evoluzione. C’è pulizia, lusso e un approccio razionale, con chicche nei dettagli come la chiave in vetro Gorilla Glass con display E-Ink. L'abitacolo a 4 porte e 5 posti (prima assoluta per il Cavallino) è spazioso e luminoso, coerente con un nuovo concept di auto da turismo che nasce a Maranello.

Gli esterni: qui arrivano i dolori. L'impatto stilistico non mi convince affatto. Capisco la necessità di ottenere il coefficiente di resistenza aerodinamica più basso della storia di Maranello per garantire un'efficienza dinamica al top, ma il colpo d'occhio della carrozzeria mi delude. Non è brutta, ma è insipida. Nello stile dei volumi esterni si avverte la mano pesante di Marc Newson, e il risultato perde di personalità. È una forma che trovo poco distintiva, quasi anonima rispetto all'aggressività e alla sensualità a cui Ferrari ci ha sempre abituati. Nonostante i richiami al passato e alcuni dettagli che ammiccano a stilemi iconici della Casa di Maranello, questa Ferrari Luce nel suo aspetto esteriore, al netto delle prestazioni e dei materiali utilizzati, a prima vista potrebbe essere benissimo una Maserati, una Alfa Romeo, o una Lancia, e nessuno potrebbe davvero percepirne la differenza.




Da grande estimatore del minimalismo di Ive, devo ammettere al contempo che il percorso stilistico di Newson non mi ha mai del tutto entusiasmato. Per gusto personale, di fronte al risultato prettamente estetico di questa Ferrari Luce, e senza mettere in mezzo polemiche sulla sfida tra trazione elettrica e motore termico, io potendo scegliere preferirei dell'altro, ma ribadisco che questo passo verso l'elettrico prima o poi andava fatto, forse Ferrari però poteva farlo con più coraggio e non con questo approccio stilistico da "freno a mano tirato".

Chi segue il mondo del design sa che Ive si è sempre ispirato ad un grande progettista, Dieter Rams, storico designer in particolare degli elettrodomestici della Braun, e gli interni della Ferrari Luce in qualche modo sono fedeli alle idee progettuali di Ive e di conseguenza all'eredità stilistica di Rams, mentre all'esterno il risultato è più anonimo, una sorta di design "stravagante ma non troppo" tipico di Marc Newson, che sinceramente non mi ha mai appassionato più di tanto... ma sono ovviamente opinioni personali!

La Ferrari Luce illumina sicuramente il futuro tecnologico dell'automotive, ma dal punto di vista dello stile visivo, per quanto mi riguarda, lascia qualche ombra.

Voi cosa ne pensate di questa svolta elettrica di Maranello? Vi convince il nuovo corso stilistico? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti!




Immagini Ferrari Luce: Ferrari Media Center




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