Motociclisti in Quarantena: Educazione alla solitudine

viaggiare da soli in moto

Lo si sente dire spesso: è necessario stare bene prima di tutto con noi stessi per poter poi stare bene con gli altri. Tra gli esercizi più complessi c'è forse quello del saper stare da soli. In queste settimane di quarantena tutti noi abbiamo sperimentato a vari livelli molte forme di solitudine.

Viaggiare in moto: palestra di vita?

Noi motociclisti in particolare abbiamo da un lato sofferto la mancanza di libertà che ci regala il viaggiare in sella alla nostro moto, dall'altro conosciamo le belle sensazioni che ci può dare la solitudine dei nostri pensieri quando la nostra testa è infilata per ore dentro ad un casco.

Ho già parlato del viaggiare in solitaria in moto, e di quanto a noi motociclisti in quarantena possa mancare la nostra moto. Siamo ormai vicini alla tanto agognata "fase due", che ci permetterà, un po' alla volta, nei limiti del possibile, di tornare lentamente a viaggiare. Ma sarebbe un peccato rincorrere questo tanto sospirato ritorno alla normalità senza aver maturato durante queste settimane una rinnovata consapevolezza di noi stessi.

Un viaggio dentro me stesso, con l'aiuto del cinema.

Ovviamente nessuna velleità di indagare un tema così delicato come quello della solitudine, ma, complice la forzata quarantena, alcuni semplici pensieri in libertà stimolati da qualche film, visto o rivisto in queste settimane. Sensazioni e immagini che in qualche modo ci possono aiutare nel  riaccompagnare la nostra mente all'idea del viaggio, per riscoprire il sapore della solitudine, il piacere della condivisione. Film che talvolta non hanno direttamente a che fare con questi temi, ma che mi hanno aiutato ad educare me stesso al viaggio e alla solitudine.

Qualsiasi viaggio verso qualsiasi meta necessita di una colonna sonora, e il viaggio è fatto anche di ciò che lo precede. I lunghi momenti di immaginazione, il breve istante in cui si forma nella nostra mente la decisione di partire. E la mia canzone è Wherever I may roam, dei Metallica. Perché qualunque sia la destinazione del mio viaggio, nel mondo o dentro me stesso, voglio partire solo se in me è chiara la consapevolezza che ovunque andrò ad appoggiare la mia testa, io mi sentirò a casa.

E quando il viaggio è iniziato, non c'è colonna sonora migliore di quella di Eddie Vedder per il film Into the wild. Intimo, visionario, tragicamente reale. Il film Into the wild è la sintesi del significato della ricerca di noi stessi e del nostro posto nel mondo. Forse banale, ma questa storia è imprescindibile per chiunque voglia indagare se stesso e i suoi legami con il mondo.

Da un film di Sean Penn ad un film in cui Sean Penn è protagonista: This must be the place, di Paolo Sorrentino. Il desiderio di non crescere mai, l'indossare una maschera per proteggersi. E poi la consapevolezza di non potersi nascondere per sempre, la forza di saper crescere consapevolmente, di fare la cosa giusta, prima che sia troppo tardi. E a proposito di maschere, impossibile non citare quella di Joker. Uno straordinario Joaquin Phoenix che con la sua faccia e la sua gestualità ci racconta, al di la della finzione cinematografica e delle oniriche vicende di Gotham City, la brutalità della solitudine abbandonata nella violenza dell'emarginazione. Un Joaquin Phoenix che già aveva indagato la solitudine con Her, magistrale rappresentazione della solitudine esorcizzata attraverso i nostri smartphone, fino a costruire una realtà tutta nostra, che ci preserva dalla dura realtà, lasciandoci sopravvivere come automi o replicanti in una gabbia senza finestre. Replicanti come in Ex Machina, che costruiscono la loro coscienza attraverso i big data della rete. O replicanti come quelli in Blade Runner, che ci fanno comprendere il valore dei nostri ricordi. Ricordi che sono alla base delle emozioni anche in Ghost in the shell, poderoso anime da cui è scaturito recentemente l'omonimo film con Scarlett Johansonn. Una Scarlett Johansonn che in un'improbabile situazione fantascientifica in Lucy ci ha posto il quesito di quanto stiamo sfruttando le nostre capacità come individui e come società. Umani, replicanti, società reale e social network virtuali. Non siamo nulla senza i nostri ricordi, perché sono i ricordi a renderci più umani, e i ricordi sono il frutto di esperienze, di emozioni, di scelte, non di una quotidianità sempre uguale a se stessa. Il valore del viaggio come ineguagliabile cornucopia di sensazioni, emozioni, momenti, luoghi e persone da ricordare. Il viaggio nel mondo, ma anche il viaggio nelle origini della nostra esistenza, come nell'inarrivabile e visionario 2001 Odissea nello spazio, oppure il viaggio nelle tappe fondanti la nostra esistenza di individui, come nel geniale racconto di Boyhood.

Siamo animali sociali, e ci sentiamo rassicurati solo quando riusciamo a condividere le nostre emozioni con gli altri. La vera libertà di ciascuno di noi è forse racchiusa solamente nella solitudine, come ci ricorda Free solo. Prima di tutto, però, dobbiamo ricordarci che la responsabilità di cambiare la nostra vita è nelle nostre mani, come ci insegna la 25ma ora, ma dobbiamo farlo per noi stessi, non per esercitare potere nei confronti degli altri, come accade in Fight club.

Siamo tutti dei principianti.

Probabilmente la realtà è che siamo tutti Beginners, in questa vita. Ed è una cosa bellissima non smettere mai di imparare cose nuove, anche su noi stessi. Possiamo rimanere tutti dei principianti fino alla fine dei nostri giorni, se non ci dimentichiamo mai la voglia di conoscere noi stessi e il mondo che ci circonda. Beginners, un ispirato Ewan McGregor e uno straordinario Christopher Plummer indagano il valore delle relazioni, il valore dell'affetto, il valore dell'amore.

E' arrivato il momento

Ho nella testa le immagini e le emozioni di tutte le storie magistralmente raccontate in questi film, che nonostante la nota di malinconia che li caratterizza mi hanno comunque aiutato a non perdere contatto con la realtà in queste settimane.

Ma si avvicina il momento di ritornare in sella alle nostre moto, per scoprire il mondo e per riscoprire noi stessi. Forse non avrò più bisogno di guardare e ascoltare le storie di altri in un film. Forse sono pronto a raccontare, di nuovo, la mia storia. Perché come dice Ewan McGregor: riding a motorcycle is like some kind of meditation...


E voi? Con quale colonna sonora e con quali film avete coltivato la vostra solitudine?







Foto credits: Ewan McGregor per Moto Guzzi




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