
Quella che vedete come foto di copertina qui sopra non è un'immagine reale, è stata creata con Google Gemini AI. Questa foto è verosimile, ma non è vera, esiste solo grazie ad un prompt e un'intelligenza artificiale. Ho usato questa stessa foto come copertina della nostra ultima newsletter estiva qualche giorno fa e come copertina di questo post, che è stato pubblicato alle ore 23.30 del 1 agosto 2026. Se avessi pubblicato questo articolo dopo la mezzanotte e quindi con data 2 agosto, questa stessa foto avrebbe dovuto avere un etichetta che indicasse chiaramente che era stata generata con strumenti AI.
Il 2 agosto 2026 rappresenta infatti una data fondamentale per chiunque gestisca un progetto editoriale online, anche per i piccoli creator come il sottoscritto. Con la piena applicabilità degli obblighi di trasparenza previsti dall'AI Act, le regole del gioco per la creazione di contenuti digitali cambiano in modo definitivo (e non tutti i creator ne sono consapevoli...).
La normativa non vieta affatto di utilizzare l'intelligenza artificiale per la creazione e la modifica di contenuti. Al contrario, definisce un perimetro chiaro che separa il supporto tecnologico dall'autenticità .
L'AI act in sintesi
Ecco un'analisi sintetica di ciò che comporta per chi produce e diffonde contenuti testuali, fotografici e video sul web e sui social (con qualche riflessione di approfondimento nel settore del mototurismo).Il cuore della normativa si basa su un concetto in realtà molto semplice: il pubblico ha il diritto di sapere quando si interfaccia con contenuti originali e quando ha a che fare con contenuti generati o manipolati da una macchina.
AI Act: contenuti testuali
Per i testi dei post e degli articoli nei blog e nei siti web: non è obbligatorio etichettare ogni singolo post o articolo come "creato da AI" o "modificato con AI" ad una condizione ben precisa: il contenuto deve essere stato chiaramente sottoposto ad una sostanziale revisione umana con una chiara assunzione di responsabilità editoriale.Cosa significa per noi: questo stesso post è stato creato utilizzando il supporto dell'intelligenza artificiale, che mi ha aiutato a verificare le fonti legislative e mi ha impostato la struttura dei contenuti. Poi sono intervenuto io, scrivendo i testi, adattando la struttura dei contenuti del post, verificando che le fonti fossero realmente attendibili. Utilizzo lo stesso processo operativo quando devo scrivere un articolo che riguarda una notizia o un nuovo modello di moto. Prendo la cartella stampa dell'azienda, la faccio analizzare dalla AI, chiedo supporto nella definizione della struttura dell'articolo, e poi scrivo i miei testi. L'AI semplifica enormemente la gestione delle informazioni e velocizza tantissimo la stesura dei contenuti testuali, ma per essere efficace, un contenuto non può che essere revisionato "manualmente" da chi pubblicherà il contenuto stesso. Non è solo una banale questione di genuinità del contenuto, è proprio una necessità , perché le AI spesso hanno "allucinazioni" e sbagliano, o si confondono, anche su cose molto banali e semplici. Pensando ai contenuti dedicati al mototurismo, il supporto delle AI è importantissimo come "assistente di redazione" per strutturare gerarchie e strutture di un articolo, ottimizzare la SEO per migliorare la presenza sui motori di ricerca, o rifinire i testi con una sintassi e uno stile più leggibili, ma l'esperienza su strada, il fatto di aver vissuto quell'itinerario preciso in sella ad una moto, restano rigorosamente un valore aggiunto umano e una scelta editoriale che garantiscono maggiore credibilità . Faccio un esempio: qualche anno fa ho acquistato una collana di guide sul mototurismo, pubblicata da un noto editore. Una collana tutto sommato interessante, ma con evidenti e relativamente frequenti errori sui riferimenti geografici, probabilmente dettati dall'utilizzo di AI, che a quel tempo tra l'altro aveva prestazioni molto inferiori rispetto ai livelli raggiunti in questi ultimi mesi. Bene, nella guida dedicata agli itinerari nella mia zona, Padova, viene confuso il ponte di via Isonzo sul fiume Bacchiglione come ponte sul fiume Isonzo... una svista editoriale umana o un'allucinazione AI? Chi lo sa... io propendo per la seconda. Utilizzare le AI per generare contenuti di testo è una realtà ormai quotidiana per blog, giornali, riviste e magazine del settore, e da un certo punto di vista va bene così, il progresso non si può fermare, è come pensare di fermare un fiume in piena con le mani. Rimane però l'etica e la coerenza di un progetto. Su questo, è l'uomo a dover decidere se preferisce pubblicare meno e meglio, oppure tanto con risultati discutibili (tra l'altro riempiendo il web di informazioni errate o discutibili che diventano a loro volta fonte di informazione per altre AI che andranno a generare altri contenuti errati o fuorvianti). Sta a noi decidere cosa, come, e quanto pubblicare.
Chi si limita a pubblicare articoli generati automaticamente da AI senza aver mai visto o percorso l'itinerario che propone, andrà incontro probabilmente ad una svalutazione del contenuto nel tempo. Gli algoritmi dei motori di ricerca stanno affinando la loro capacità di interpretare i testi creati da AI e grazie a nuovi parametri di valutazione dell'autorevolezza dei contenuti (basati sui parametri E-E-A-T: Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) andranno premiati sempre più l'esperienza sul campo e il racconto esperienziale.
AI Act: fotografie e immagini
Le maglie della normativa diventano molto più strette sui contenuti visivi. Le immagini sintetiche o fortemente manipolate tramite intelligenza artificiale generativa dovranno progressivamente essere riconoscibili attraverso marcatori tecnici (watermarking) o indicati chiaramente con etichette "AI generated" o "AI modified".
Immagini "AI generated"
Rientrano in questa categoria tutte le immagini create interamente da un generatore di immagini senza partire da una foto reale. La normativa richiede che questi file siano chiaramente etichettati e dotati di marcatori tecnici invisibili (watermarking digitale) leggibili dalle macchine, oltre a un'evidenza visiva per l'utente finale. Nel nostro blog ad esempio un'illustrazione generata da AI, come quella in copertina in questo post, da domani dovrà riportare l'etichetta "AI generated".
Immagini "AI modified"
Rientrano in questa categoria le foto reali che subiscono modifiche profonde tramite intelligenza artificiale, come la sostituzione di un cielo plumbeo con un tramonto spettacolare, l'aggiunta o la rimozione di elementi paesaggistici importanti, o un ritocco generativo spinto su persone, oggetti, paesaggio. In questi casi, la marcatura "AI modified" serve a dichiarare che l'immagine di partenza è autentica ma è stata alterata digitalmente nei suoi contenuti visivi. Se vi ringiovanite di 20 anni con la AI, oppure se vi inventate un tramonto inesistente, lo dovete segnalare. Se invece per modificare la foto vengono utilizzati strumenti "tradizionali" di ritocco digitale, o se l'intervento della AI è marginale, allora l'etichetta non è necessaria.
Cosa significa per noi: usare gli strumenti AI per velocizzare la sistemazione delle nostre foto è lecito e utile, restringe i tempi, permette autonomia di gestione da parte di tutti anche se non si hanno competenze specifiche di fotoritocco, ma è chiaro che gli strumenti di modifica AI devono essere funzionali alla descrizione e alla rappresentazione del reale. Tutte le modifiche che vanno ad alterare il principio di realtà , devono essere segnalate. La rimozione della targa del vostro mezzo, la rimozione di una persona dallo sfondo, la gestione della luce o del contrasto, sono tutte operazioni lecite che non necessitano etichettatura, ma se inserite la vostra moto artificialmente in uno sfondo inesistente, o se piazzate la vostra moto a Capo Nord senza esserci mai stati, allora si, lo dovete segnalare chiaramente.
Chi fa uso intensivo di strumenti di AI generativa per creare contenuti verosimili ma non reali, dovrà quindi segnalarlo. Forse ci sarà un rilancio delle immagini e delle foto con licenza d'uso gratuita? Non lo so, vedremo. Di sicuro chi come me è appassionato di fotografia e fotografa personalmente i luoghi che visita, e per pubblicare foto e immagini dei suoi articoli si affida agli uffici stampa delle aziende o a servizi di foto con licenza d'uso gratuita citando chiaramente la fonte, non deve temere un gran che. Chi "vomita" contenuti visuali generati da AI facendoli passare per reali invece dovrà correre ai ripari, o mettere in conto delle sanzioni.
Video e Vlog
L'uso dell'intelligenza artificiale è uno strumento prezioso in fase di post-produzione (stabilizzazione dei filmati, pulizia audio, montaggio), ma ogni intervento che alteri profondamente la realtà visiva dovrà sottostare ai requisiti di trasparenza UE. Vale tutto quanto detto per le foto, quindi piccoli interventi di modifica saranno sempre leciti, ma tutti gli interventi che andranno ad alterare sostanzialmente la realtà , dovranno essere evidenziati chiaramente.
SEO ed empatia: la riscoperta dell'autenticitÃ
Dal punto di vista dei motori di ricerca e delle nuove ricerche basate su AI conversazionale, la conformità all'AI Act si sposa perfettamente con l'approccio dei principali motori di ricerca, come Google. L'esperienza prima di tutto. Le esperienze vissute, i consigli e le recensioni generate dall'uomo sono contenuti che l'algoritmo riconoscerà sempre più facilmente dalla massa di contenuti generati da AI, premiando l'autenticità dei contenuti reali e stimolando empatia con i contenuti creati attraverso metodi più genuini. In estrema sintesi: ampia valorizzazione dei contenuti originali, nessuna penalizzazione per il contenuto sostenuto dall'aiuto delle AI, purché apertamente dichiarato.L'AI utilizzata come tecnologia per l'analisi dei dati, della struttura tecnica o della pianificazione editoriale, come strumento creativo e come acceleratore di innovazione è un vantaggio competitivo indiscusso, sempre più diffuso e del tutto lecito per semplificare la gestione e la creazione di contenuti, a patto che l'autore sia trasparente ed eticamente corretto nei confronti del suo pubblico.
2 Agosto 2026: una data da ricordare
La scadenza del 2 agosto 2026 non deve essere vista come uno spauracchio, ma come un riconoscimento del valore del lavoro editoriale e creativo delle persone, e se un contenuto è ben fatto, anche grazie all'aiuto di una AI, il creator autorevole non deve aver paura di dichiararlo. Vedremo chi si adeguerà subito a queste nuove regole, quali zone grigie emergeranno con l'entrata in vigore del provvedimento, quali stratagemmi si inventeranno le persone per eludere queste restrizioni...Se vuoi informarti su questo tema ti consiglio:
- Il testo integrale del Regolamento (UE) 2024/1689 (vedi in particolare l'articolo 50)
- Legal for creativity: specialisti del diritto in ambito creativo
- Manuel Babolin: uno dei massimi esperti di fotoritocco in Italia
Se sei un blogger, un content creator o un influencer che utilizza massicciamente strumenti di Intelligenza Artificiale per creare contenuti, dovrai impostare il tuo lavoro e la tua politica editoriale per far fronte a queste nuove indicazioni normative, nel rispetto del tuo pubblico, e di tutti gli operatori del settore della comunicazione.
0 Commenti
Attenzione: tutti i commenti verranno sottoposti a moderazione prima della pubblicazione.