
Il mototurismo non è mai solo una questione di curve o panorami. È un equilibrio sottile tra ciò che conosci già e quello che non ti aspetti. Tra la cartolina e il dietro le quinte.
Se ti ispiri ai luoghi più famosi, il Veneto ha tanto da offrire, ma se inizi ad abbinare queste località turistiche ad altri luoghi secondari e deviazioni dal turismo “di massa”, allora il tuo itinerario in moto in Veneto cambia completamente e le possibilità sono quasi infinite.
Le Dolomiti
Le Dolomiti sono probabilmente il richiamo più forte per i motociclisti che vogliono visitare il Veneto. Tornanti, passi iconici, nomi che chiunque conosce: Passo Giau, Passo Falzarego, Passo Pordoi, solo per citare i più celebri.Ma il punto non è rifarli per l’ennesima volta.
È capire cosa c’è appena fuori da una traiettoria già vista e collaudata.
Una deviazione verso la Valle del Mis o verso il Comelico Superiore, ad esempio, cambia completamente registro: meno traffico, più ascolto. È la stessa montagna, ma raccontata da un’altra prospettiva.
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| Valle del Mis |
Il Lago di Garda
Il Lago di Garda è uno di quei luoghi che tutti conoscono. Troppo, forse. La Gardesana può diventare più una prova di pazienza che di piacere. La chiave è semplice: non restare sulle sponde del lago. Appena possibile, sali verso i paesini arroccati sulle pendici del Monte Baldo. La strada cambia ritmo, il traffico si dirada e il panorama si ribalta. Non sei più dentro il paesaggio, lo domini.![]() |
| Salita da Castelletto a Villanova |
La Lessinia
Se c’è un luogo che affascina i motociclisti più di ogni altro nel Veneto è la Lessinia. A poca distanza dalle celeberrime colline della Valpolicella, la Lessinia offre strade morbide, traffico mai esasperato, paesaggi da cartolina, asfalto e sterrato. Puoi perderti tra malghe, salire verso il Passo Fittanze o deviare sulla Trans-Lessinia, una delle rare esperienze off-road accessibili anche a chi non cerca avventura estrema. E poi, all’improvviso, puoi trovarti davanti al Ponte di Veja: un arco naturale gigantesco che ti ricorda quanto il tempo geologico sia più lento di qualsiasi viaggio.![]() |
| Località Malga San Giorgio |
I Colli Euganei e i Colli Berici
Nei Colli Euganei e nei Colli Berici si gioca una partita completamente diversa. Qui non serve cercare la curva perfetta: serve saper rallentare. Strade come la dorsale berica o la Strada degli Olivi di Nanto non sono tecniche, ma vanno percorse con ritmo basso, lasciando spazio allo sguardo sull'orizzonte.E poi ci sono le deviazioni che fanno la differenza. I Colli Euganei non sono solo il Giardino di Valsanzibio o Arquà Petrarca, sono ricchi di strade secondarie che ti fanno scoprire questi luoghi da punti di vista diversi, come la via Belvedere che scende da Calaone, il Roccolo o Passo Roverello.
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| Strada degli Ulivi di Nanto |
L'Altopiano di Asiago
L’Altopiano dei Sette Comuni è fatto di spazi aperti, ampi, silenziosi. Se vuoi coglierne l’essenza, devi uscire dal flusso principale e puntare verso Monte Corno e la strada delle Malghe di Caltrano. Qui la strada diventa secondaria e poi strada bianca, il traffico sparisce e resta solo una distesa aperta verso la pianura, raggiungendo luoghi magici come Bocchetta Paù, dove il vento è protagonista.
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| Panoramica di Monte Corno |
Il comprensorio del Grappa
Il Monte Grappa è una di quelle mete che ogni motociclista conosce e che non può mancare negli itinerari da fare assolutamente in Veneto in moto. Ma ridurlo alla classica salita fino a Sacrario Militare sarebbe davvero limitante.
Il Grappa è un sistema di strade, versanti e accessi completamente diversi tra loro, ognuno con un carattere preciso, spesso chiusi al traffico per frane e smottamenti. Ed è proprio questo che lo rende unico, puoi salirci più volte, senza mai fare lo stesso giro. Il mio preferito? Quello che sale da Monte Tomba.
E poi a valle le bellezze artistiche e architettoniche di Possagno, il borgo di Asolo, e ovviamente il centro storico di Bassano del Grappa.
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| Da Cima Grappa a Monte Tomba |
Le Colline del Prosecco e il Cansiglio
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| Grotte del Caglieron |
La Laguna Veneta e il Delta del Po
Scendendo verso sud, incontrando la Laguna di Venezia e il Delta del Po, il viaggio cambia completamente natura, e ti accoglie in tutto il periodo dell'anno, dall'estate all'inverno. Qui il territorio Veneto diventa liquido, quasi sospeso nel tempo.È una zona che molti motociclisti sottovalutano, perché manca quello che di solito cerchiamo: curve, ritmo, dislivello. Ma è proprio questo il punto. Qui si viene per disimparare la guida “veloce” e riscoprire un modo diverso di stare in sella.
Chioggia è la porta d’ingresso più autentica di questi luoghi, una piccola Venezia in miniatura che ha però una sua dignità e sua identità tutta da scoprire. Per capire davvero la laguna, bisogna poi infilarsi tra le strade di campagna, gli argini dei fiumi e dei canali, entrando nel Delta del Po, percorrendo la strada più rappresentativa, la Via delle Valli, ma anche facendo delle deviazioni verso spiagge selvagge come Boccasette. In questi luoghi l’orizzonte è sempre lontano, i colori cambiano continuamente, il tempo sembra rallentare.
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| Laguna Veneta |
Ville, castelli e città murate
Guidare in Veneto senza guardarsi attorno è un errore da principianti. Si può attraversare il territorio regionale da una strada trafficata all'altra senza sosta, scegliendo il tragitto più breve e veloce, oppure segnare le tappe dei borghi e dei centri storici più affascinanti del Veneto.Città murate come Este, Montagnana, Marostica o Cittadella non sono semplici tappe: sono momenti di “lettura” del territorio e della cultura locale. Le loro mura raccontano confini, guerre, economie, storia.
E poi le Ville Venete della Riviera del Brenta, le Ville Palladiane del vicentino, le rocche e i castelli delle terme euganee, primo fra tutti il Castello del Catajo, luoghi affascinanti come Piazzola sul Brenta e la sua Villa Contarini, senza dimenticare ovviamente i centri storici delle città capoluogo di provincia.
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| Piazzola sul Brenta |
Alla scoperta del Veneto in moto
Il Veneto è una regione che premia chi ha voglia di deviare dalle strade principali e dagli itinerari più frequentati. Spesso basta davvero poco: una deviazione non segnata, una strada secondaria, una sosta fatta con curiosità.
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