Il viaggio in moto di Freddy e Patty: i castelli dell'Europa Centrale

viaggi in moto

Il nostro lettore Freddy e la sua zavorrina Patty condividono 30 anni di vita insieme e lo scorso luglio, nel bel mezzo di un’estate cominciata con un gran caldo, decidono di farsi un bel giretto in moto, il loro secondo viaggio insieme dopo l’acquisto della V-Storm dello scorso anno.

Il racconto del loro viaggio in moto, iniziando dai preparativi:

Quando si organizza un viaggio non è semplice o scontato, bisogna dare un senso alla voglia di libertà che la motocicletta ti concede e quindi provare a dargli un senso, una sorta di "fil rouge” che accomuni gli spostamenti, e di conseguenza le aspettative e le meraviglie che ne conseguono.

E fu così che il primo giorno d’estate mi metto volenteroso al PC con la brama di acquisire più informazioni possibili su eventuali mete: più leggevo e più mi appassionavo; più sapevo e più pensavo che si, ok, una sola settimana, ma che sia una settimana da dio, e con un “fil rouge” adatto alla mia signora! Lo abbiamo ribattezzato Tour Castelli Europa Centrale 2019.
In meno di tre settimane preparo l’itinerario, dopo aver inseguito passi montani, laghetti e castelli, Capitali danubiane, e dopo aver provato a limare km che in molte occasioni toccavano il picco dei 3000 come il Grossglockner, ma non ci sono riuscito e, anzi, una volta in sella, ce ne sono voluti anche di più.

Partiamo di domenica pomeriggio. Da Livorno alla volta di Modena, città natale della mia zavorrina. Saluti ai parenti, un giro in centro tra Accademia e Ghirlandina, foto di rito e poi a nanna. Il giorno successivo, a giudicare dai 550 km previsti e dai punti di interesse, non sarà una passeggiata… (km 205)

Lunedi mattina. Bella giornata si arriva agili al Passo Giau, un concerto visivo per l’anima ma si riparte per il Grossglockner (Austria) dove purtroppo non siamo riusciti a vedere granché per le nuvole basse come una nebbia fitta. Anzi di più. E con i 6 gradi di temperatura esterna è stato ancora più difficile. Così, complice una pioggia petulante, decidiamo di fermarci a dormire sul lago di Zell. Abbiamo speso tantissimo ma ci siamo riscaldati e rifocillati come vichinghi. Ah, paesetto carino, Il lago con le nuvole però non era il massimo. (km 535)

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Martedi. Prima tappa lago di Hallstatt (Austria). Bellissimo posto. Un sacco di moto, un sacco di foto, ho capito perché l’UNESCO lo abbia dichiarato Patrimonio dell’umanità! Proseguiamo per Vienna ed arriviamo di pomeriggio, consapevoli di avere un piccolo lasso di tempo per vedere le 2-3 cose che il centro ci offra (Cattedrale di S.Stefano, Museo, Piazze). Una Vienna by night e finalmente il primo castello: Non si poteva non cominciare con il palazzo Schönbrunn il Castello di Sissi nel cuore pulsante della capitale Austriaca. (Km 500)

Mercoledi. Il giorno del tour dei Castelli della Slovacchia. Di alcuni castelli. Si comincia con il Castello Devìn (l’antica fortezza di Bratislava), arroccato su una rupe di 200 mt. in una posizione strategica tra Danubio e Morava. Ci immaginavamo la vita in quel punto nodale prima che il solito Napoleone la distruggesse. Proseguiamo soddisfatti verso il castello di Budmerice, in stile castelli della Loira, in un bel parco verde, in mezzo agli alberi. Spettacolare: torrette, guglie, piccoli gargoils. Ci sentiamo, visto che è il giorno del nostro 26° anniversario di matrimonio, un po’ principe e principessa nella loro tenuta! Ehy, ma bisogna proseguire! Andiamo a vedere il castello dove hanno girato Fantaghirò? E allora direzione Bojnice, un sito molto più affollato e turistico ed un castello bello ed imponente. Ci siamo rilassati, abbiamo girato tutto il parco, ma adesso che si fa? Si dorme qui o si prosegue per Budapest, senza nemmeno fermarci in Slovacchia? Ok sto bene, la mia V-Strom 650 è docile come un agnellino e fa tutto ciò che le ordino: in sella! Arriviamo a Budapest però cotti. Nella nostra location mentre il tipo ci illustra la vita by night gli piazzo uno sbadiglio che vale 1000 discorsi. A nanna! (km 555)

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Giovedi. Budapest (Ungheria). Castello di Buda (dove sennò?), Ponte delle catene, Parlamento ungherese, Isoletta Margherita, Terme di Geller. E Budapest by night, fascinosa, anch’essa notevole per luci, pulizia monumenti, tanta gente per strada e nei localini. Fidatevi…non ci incastrava più nulla se non un’ultima foto-ricordo dalla collina di Buda.

Venerdi. Dopo un saluto all’immortale Bud Spencer (bellissimo l’omaggio magiaro con una statua nella centrale Corvin Sétany), proseguiamo, con un tempo sbiadito, per il Castel Bory, direzione Lago Balaton. Poco fuori Budapest incomincia la pioggia e ci accompagna meticolosa fino alle porte del Castello. Appena paghiamo il biglietto d’ingresso la pioggia smette e visitiamo la struttura cm per cm. Il risultato? Castello meraviglioso, fatto interamente e durato 40 anni dall’architetto Bory per dedicarlo a sua moglie Ilona. Un nido d’amore di siepi, fiori, statue, torri e oggetti vari. Tanta roba! Quando usciamo dal castello, veramente compiaciuti, ci addentriamo e ci lasciamo smarrire nella campagna ungherese. Non avrei mai detto che fosse la patria dei girasoli. Distese letteralmente a perdita d’occhio. That’s incredible! Verso il confine con la Slovenia ricomincia a piovere e decidiamo di saltare la tappa al Castello di Ptuj per puntare direttamente su Bled. Forse una sosta ci voleva, ma tant’è. Prima arrivi meglio valuti. Meno male che ci accoglie un tramonto meraviglioso. Scegliamo la pensione Lectar per cenare e dormire. Altro posticino interessante, con museo del marzapane annesso. Dream (km 630)

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Sabato. Castello di Bled (Slovenia) e laghetto fatato. Di cui oggi conosciamo a memoria il perimetro, la chiesina, le curve. Scene da fiaba, atmosfera unica. Ne è valsa la pena! Ma Bled è un must. Proseguiamo per Castel Luegi a Predjama, il famoso castello nella roccia, il più esteso al mondo, da Guinness. E ci è piaciuto molto anche questo, con una storia bizzarra ma interessante. Il nobile Erasmo Lueger era una sorta di Robin Hood e resistette ad un assedio lungo un anno per aver ucciso il comandante dell’esercito austriaco, solo per aver offeso un suo amico. Doveva essere anche uno speleologo esperto per uscire dal castello dai cunicoli davvero impraticabili per sfamare la sua corte. 10+. Usciamo e già ci sentiamo minacciati dalle nuvole. Non promettono bene, su.. in sella che se va bene ritorniamo a Livorno! Purtroppo però, appena dopo la frontiera siamo sorpresi da una grandinata eccezionale che ci ha visti ridotti sotto ai ponti con altri cloch…piloti, con la speranza che dopo la tempesta si ristabilisse un sereno anche appena accennato. Piccola tregua, manco a dirlo zona Portogruaro nerissima. Sosta benzina. Si riparte per non fare troppo tardi, ma le strade sono ricoperte di sassi truccati da grandine, andiamo piano e decidiamo di fermarci in Emilia, fortunatamente ultimi 150 km senza pioggia. (Km 560)

Domenica mattina ritorno a Livorno, molto contenti dell’itinerario e delle cose viste. Peccato per il Grossglockner, ma sarà uno sprone per ritornarvi. E dopo 3150 km senza rotture di…sorta, eccomi qua a raccontarvi il resoconto del mio tour per GIRI IN MOTO! Lampssss!!

Freddy & Patty

(segui Freddy su Instagram)


Ringraziamo i nostri lettori Freddy e Patty per aver condiviso il loro viaggio in moto! Seguiranno altri racconti di viaggio dei nostri lettori, a presto!

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