Bosnia in moto: verdi distese e rosse cicatrici

Bosnia in moto con Nicola Fiorese

Noi motociclisti non più giovanissimi, cresciuti negli anni ’80 e '90 con il desiderio di uscire dai nostri confini e rompere letteralmente il muro che ci separava da culture così vicine e allo stesso tempo così diverse dalla nostra, abbiamo avuto la possibilità di assistere direttamente ai cambiamenti di un'Europa che stava evolvendo profondamente. Oggi, in età adulta, possiamo realizzare progetti di viaggio che vanno a dare un senso alle immagini sgranate dei telegiornali che guardavamo sui nostri televisori a tubo catodico. È questa spinta interiore che ha portato Nicola Fiorese ad esplorare la Bosnia in moto con la sua Ducati Multistrada. Un viaggio verso Est, per immergersi in un itinerario dove la bellezza delle verdi distese naturali di questo affascinante territorio si scontra con le rosse cicatrici di una guerra che abbiamo visto esplodere a pochi chilometri da casa nostra.

In questo racconto Nicola ci accompagna tra i paesaggi bosniaci fino al cuore pulsante di Sarajevo, città simbolo di una multiculturalità che resiste alle sfide del tempo e della storia, passando per lo Stari Most di Mostar, ponte simbolo di un'epoca che è impossibile dimenticare. Un viaggio che ci ricorda come il mototurismo sia, prima di tutto, un esercizio di scoperta umana: un itinerario dentro noi stessi prima ancora che un insieme di curve e rettilinei su una cartina geografica.



Bosnia in moto con Nicola Fiorese



Nicola Fiorese: Per chi, come me, è nato nella metà degli anni '80, le immagini dei TG che quotidianamente riempivano le nostre case con le cronache e i filmati della guerra nei Balcani resteranno per sempre indelebili tra i ricordi d'infanzia, insieme ai gol di Roberto Baggio e alle ultime canzoni dei grandi cantautori.

Era da tempo che sognavo di toccare con mano quei luoghi che tante volte ho immaginato quando, con i miei amichetti, giocavamo coi soldatini al sicuro nei nostri giardini: così, approfittando del lungo ponte del 25 aprile 2024, dopo un controllo generale della moto dal mio meccanico di fiducia, prenoto una camera nel pieno centro di Sarajevo e parto in sella alla mia Ducati Multistrada 950, senza un programma troppo dettagliato ma convinto a lasciarmi guidare più dall'istinto e dalla magia dei luoghi che incontrerò.


DIARIO DI VIAGGIO

Il viaggio avrà la durata di quattro giorni e ha inizio da Trieste, che raggiungo velocemente sbobinandomi due ore di noiosa autostrada. Piove, la temperatura non vuole saperne di salire sopra i 5 gradi, e la prima sosta carburante all'ingresso del confine sloveno diventa anche occasione per un cappuccino caldo e per alcune pacche sulle spalle con altri motociclisti bagnati e infreddoliti almeno quanto me.

Un breve tratto di Slovenia che già mi fa respirare il profumo delle ferie e dopo poco io e la mia moto varchiamo pure il confine croato. Le strade sono perfette, poco trafficate e piene di curve immerse tra il verde degli alberi e delle campagne. Fa sempre freddo, ho le mani ghiacciate ma l'entusiasmo è alle stelle. Man mano che scendo verso la Bosnia, dopo mezzogiorno la temperatura inizia leggermente a intiepidirsi e sullo sfondo compaiono le vette ancora innevate delle Alpi Dinariche. La pioggia, invece, quella non cesserà mai e mi accompagnerà fino all'ultimo chilometro.

Ormai la Bosnia è raggiunta e, arrivato a Bosanski Petrovac, decido di fermarmi per la notte ma scopro con disappunto che l'unico hotel del paese offre soltanto il servizio ristorante, così sono costretto a fare un altro piccolo sforzo. Un passo di montagna mi separa dal B&B più vicino che si trova nella cittadina di Drvar, e così dopo mezz'ora piena di curve trovo ad aspettarmi un intero appartamento di 70mq appena ristrutturato a nuovo. Si dice che il male non venga sempre per nuocere e Drvar si rivela una sorpresa inaspettata: un paesino modesto e tranquillo (fin troppo tranquillo) immerso tra le montagne dove sono ancora molto visibili le cicatrici della guerra civile così come i ricordi della Seconda Guerra Mondiale. Molti sono i negozi abbandonati lungo le vie della città (scoprirò poi che qui a Drvar la disoccupazione tocca l'80% della popolazione), chiaro segnale di un paese che ha faticato a riprendersi dopo gli orrori vissuti negli anni '90. Inoltre proprio sulle montagne di Drvar trovò rifugio nei primi anni '40 il maresciallo Tito, leader dei partigiani jugoslavi. La sua grotta "Titova Pecina" è oggi un complesso turistico con tanto di museo.


Bosnia in moto con Nicola Fiorese
Drvar



La mattina successiva mi sveglio presto con l'intenzione di partire entro le 8. Oggi non piove ma la temperatura esterna segna 2 gradi e dopo essermi messo addosso un doppio strato di tutto, temporeggio qualche minuto sorseggiando il mio caffè prima di decidermi a sfidare il gelo e partire alla volta di Sarajevo.

Quello che incontro lungo il percorso è tutto una sorpresa: tante curve, lunghi rettilinei dove poter sfogare il bicilindrico del mio Multistrada, laghi cristallini, punti panoramici... Cerco di tenere un ritmo sostenuto per arrivare a Sarajevo verso l'ora di pranzo ma non riesco a resistere alla tentazione di qualche breve sosta fotografica, sempre accompagnata da curiosi quanto innocui cani randagi. Arrivato a Sarajevo nel primissimo pomeriggio, prendo subito possesso della mia camera per una veloce doccia e una videochiamata a casa, per poi partire a piedi per la visita della città.

Appena ci si addentra nella Bascarsija si fa subito notare l'influenza turca e, dopo un succulento piatto di pita e cevapcici condito da una birra fresca, non riesco a resistere a un negozietto che espone in vetrina decine di gusti di baklava: l'irresistibile e colorato dolcetto turco iperzuccherato. Altra particolarità che si nota passeggiando sono le celebri "rose di Sarajevo", ovvero fori di proiettili e di mortai risalenti ai tempi della guerra civile riempiti di vernice rossa a titolo commemorativo.

Con gli occhi curiosi di un ragazzino mi dirigo verso la piazza principale, sede della famosa fontana di legno Sebilj, dove mi prendo il tempo per rilassarmi con un caffè bosniaco, un vero e proprio rituale che niente ha a che vedere col nostro caffè espresso bevuto in un sorso al bancone del bar. Lungo i viali principali si sprecano i cartelli che invitano a visitare qualche museo, ma quello assolutamente da non perdere è la "Galerija 11/07/95", una toccante mostra fotografica incentrata sul genocidio di Srebrenica per mano dell'esercito serbo.

Altre attrazioni del centro storico degne di menzione che incontrerete perdendovi per le vie del centro sono il monumento con la Fiamma eterna, la Biblioteca universitaria (stupenda soprattutto con le luci della sera), la Cattedrale del Sacro Cuore, il Ponte Latino e la Statua dell'uomo multiculturale, simbolo di Sarajevo e della sua storia.

Ormai si avvicina l'orario del tramonto e mi affretto a spostarmi fuori dal centro per dirigermi verso il Bastione Giallo, un punto panoramico dal quale si può ammirare la vista della città come dall'ultimo gradino di un anfiteatro romano. Proprio mentre mi sto godendo il panorama in compagnia di decine di altri turisti intenti a scattare fotografie, ecco partire all'unisono i canti dei muezzin che riecheggiano da ogni moschea della città: uno spettacolo visivo e sonoro unico che difficilmente dimenticherò.

Terminato il canto dei muezzin, torno verso il centro alla ricerca di un ristorantino tipico, dove avrò modo di assaggiare una gustosa zuppa di Sarajevo a base di verdure e carne di vitello e un Sataras, delizioso stufato di verdure tipico della zona. Il tempo di un'ultima passeggiatina e di qualche altra foto in modalità notturna e poi si ritorna in stanza per un doveroso sonno.


Bosnia in moto con Nicola Fiorese
Sarajevo

Bosnia in moto con Nicola Fiorese
Sarajevo

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Sarajevo




Il giorno seguente le temperature sono decisamente più confortevoli. La partenza è fissata sempre per le ore 8 e la prossima tappa si chiama Mostar, ovvero la città più turistica della Bosnia, da pochi giorni gemellata con la mia città natale Bassano del Grappa.

Mostar è una favola: facendomi largo tra i turisti di ogni nazionalità raggiungo uno dei tanti fast food locali in cui posso finalmente assaggiare il burek, una specie di torta salata arrotolata ripiena di carne, ideale per il mio brunch.

Consiglio vivamente di visitare la moschea Koski Mehmed-Pasha, posta in un'incantevole piazzetta a cui si accede dal corso principale: con soli 5 Euro potrete non solo visitarla ma soprattutto salire sul suo minareto, da cui avrete "la migliore vista panoramica di Mostar": da togliere il fiato.

Ripreso il viale principale, al graduale aumentare dei turisti, si giunge al pezzo forte della città: lo Stari Most, ovvero il Ponte Vecchio di Mostar, che esattamente come il Ponte Vecchio di Bassano ha una storia molto tormentata. Lo Stari Most infatti è stato distrutto durante la guerra nel 1993 e poi ricostruito soltanto 11 anni più tardi con l'aiuto di vari finanziamenti in larga parte italiani (ogni tanto una cosa di cui andare orgogliosi!). Una pietra con incisa la scritta "Don't Forget" posta all'ingresso del Ponte intima a non dimenticare quei momenti, affinché possano non ripresentarsi mai più.

A Mostar la temperatura è praticamente estiva e, dopo aver attraversato il meno famoso ma altrettanto scenografico Ponte Storto, mi concedo il lusso di una birra fresca e torno a recuperare la moto, lasciata qualche ora prima nel parcheggio custodito alle porte del centro per pochi spiccioli.

Nel mio fumoso programma di viaggio avevo inserito anche una tappa nella vicina città di Blagaj, sede del famoso monastero incastonato nella montagna, ma la visita di Mostar mi ha impiegato più tempo del previsto e quindi procedo spedito verso Knin, una cittadina croata vicino al confine bosniaco dove passerò la notte, scelta più per la posizione strategica che per le sue meraviglie. O almeno così credevo.



Bosnia in moto con Nicola Fiorese
Mostar

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Mostar

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Mostar





Lungo la strada decido di fare una sosta per il pranzo in una città dall'aspetto molto grazioso che non avevo minimamente previsto. La città si chiama Sinj e, una volta entrato, scopro la presenza di un singolare parco musicale e una fortezza sopraelevata che subito mi accingo a raggiungere a piedi. La passeggiata è più lunga di quanto pensassi ma il panorama da lassù è magnifico, e penso a quanto sia meraviglioso viaggiare senza avere rigidi programmi e a quanto l'istinto a volte ci possa donare regali inaspettati.

Soddisfatto dalle meraviglie di Sinj consumo quindi la mia umile scatoletta di tonno all'ombra degli alberi nel parco della città, approfitto della sosta per prenotare una stanza a Knin e riparto spedito verso l'ultima tappa del mio viaggio.

Circa un'ora dopo raggiungo il B&B e, proprio mentre la gentile signora mi sta illustrando la stanza, sento arrivare un'altra moto. Un rapido saluto al collega slovacco Rastislav (il quale mi offre d'istinto due bicchieri di Jack Daniel's che beviamo entrambi in un sol sorso), una doccia rigenerante e mi dirigo verso il centro del paese con la promessa di rivederci per una pizza dopo che anche lui avrà finito di sistemarsi.

Knin non ha un vero centro storico. All'incrocio delle strade principali vi è soltanto un piccolo parco con una maestosa statua del re croato Dmitar Zvonimir che qui ebbe la sua sede durante il suo regno, ma il mio sguardo cade piuttosto sul cartello che indica un'altra fortezza sopraelevata. Memore dell'esperienza vissuta poche ore prima a Sinj, non esito a intraprendere il cammino, deciso a godermi il panorama nell'ora del tramonto: non verrò deluso nemmeno questa volta ed è l'ennesimo regalo di questa vacanza.

Raggiungo quindi il mio nuovo amico e, dopo una pizza tutto sommato discreta, spiaccicando un inglese che per entrambi non rasenta la sufficienza, Rastislav mi racconta dei suoi viaggi, della sua vita e, come sempre accade in questi casi, rifletto sul fatto che non viaggio mai abbastanza.

Al rientro nel B&B troviamo ad aspettarci i padroni di casa con una bottiglia di Jägermeister e, dopo qualche bicchiere e diverse chiacchiere di cui capisco molto poco (pare che il croato e lo slovacco siano tanto simili quanto diversi dall'italiano), vengo a scoprire che a Knin c'è pure una famosa cascata. Decido senza indugi di visitarla la mattina successiva.




Bosnia in moto con Nicola Fiorese
Sinj

Bosnia in moto con Nicola Fiorese
Knin

Bosnia in moto con Nicola Fiorese
Knin

Bosnia in moto con Nicola Fiorese
Senj



Il tempo vola e ben presto arriva il momento di ritornare nei nostri giacigli. Per entrambi domani sarà una giornata piena di chilometri, seppur in direzioni opposte.

Rientrando verso l'Italia soffro il traffico dell'Istria. Mi concedo una veloce tappa a Senj per qualche foto del panorama dalla Fortezza di Nehaj (consiglio di visitare la città a metà agosto durante il pittoresco carnevale estivo) e poi via dritti verso Trieste per imboccare l'autostrada che in due ore mi riporterà a casa, impaziente di programmare la prossima avventura!



APPROFONDIMENTI

Il genocidio di Srebrenica: nel luglio del 1995 l'esercito serbo, a capo del generale Mladić, entra nella cittadina di Srebrenica con l'intento di compiere una vera e propria pulizia etnica ai danni della popolazione bosgnacca. A rimetterci la vita saranno 8.372 uomini e ragazzi bosniaci con la sola colpa di essere di cultura musulmana. Nel centro di Sarajevo non potete perdervi la toccante mostra fotografica intitolata "Galerija 11/07/95", che contiene svariate fotografie e documentari sulle vittime e sui sopravvissuti che sono stati deportati nei campi di concentramento, ad opera del fotografo bosniaco Tarik Samarah. Una preziosa audioguida vi accompagnerà foto per foto lungo il percorso, snocciolandovi tutti i dettagli sulla vicenda e sul contesto storico in cui è accaduta.

Sarajevo, incontro di culture: passeggiando per il corso principale del centro di Sarajevo sarà impossibile non notare la linea tracciata orizzontalmente lungo il viale principale, che distingue Sarajevo Est da Sarajevo Ovest. Questa lapide incastonata nel pavimento, che cita testualmente "meeting of cultures", vuole rimarcare la multiculturalità della città nel punto in cui le tradizioni musulmane ed europee si incontrano. A segnare il passo tra la parte orientale e quella occidentale della città non è soltanto la lapide ma proprio le architetture che la distinguono: a Est troviamo la caratteristica città vecchia "Bascarsija" in classico stile ottomano, condita da bazar, moschee e piccole botteghe artigiane, mentre a Ovest noterete soltanto edifici in stile occidentale risalenti al periodo della dominazione austro-ungarica.




DOVE DORMIRE IN BOSNIA

DRVAR – Apartments Mario – Marije Bursać 34, 80260 Drvar, Bosnia ed Erzegovina
Appartamento ristrutturato a nuovo al primo piano su casa privata, ci sono due stanze separate per poter ospitare più persone, i proprietari vivono al piano sottostante e sono molto gentili e discreti. Si può parcheggiare comodamente nel loro piazzale privato. Euro 25 a notte per una persona.

SARAJEVO – Villa Basamak – Potoklinica 32, Sarajevo 71000, Bosnia ed Erzegovina
Struttura ricettiva completamente nuova con tante piccole stanze autonome dotate di bagno privato, alle porte del centro storico. Si può parcheggiare facilmente nel parcheggio pochi metri sopra la struttura e scendere a piedi. Euro 16 a notte per una persona.

KNIN – Rooms Nada Zunic – Ul. 7. gardijske 29, 22300, Knin, Croazia
Appartamento anni ‘70 al piano primo su casa privata, con bagno in comune al piano. I proprietari vivono al piano sottostante e sono molto ospitali e amichevoli. Si può parcheggiare nel loro giardino ma attenzione che l’ingresso non è per niente adatto alle moto sportive. Euro 25 a notte per una persona.


DOVE MANGIARE IN BOSNIA

DRVAR – Caffè Bar Time Out – Titova 23, Drvar 80260, Bosnia ed Erzegovina
Bar birreria con pizzeria e piccola cucina, dotato di veranda esterna per fumatori.

DRVAR – Grizzly Pub - 99FP+82Q, Drvar, Bosnia ed Erzegovina
Bar birreria con tavoli da biliardo dove i motociclisti sono i benvenuti come si può capire dalle insegne esposte.

SARAJEVO – Ristorante Kolobara – Sarači 52, Sarajevo 71000, Bosnia ed Erzegovina
Ristorante lungo il corso principale all’interno della Bascarsija con piacevole giardino interno, vastissima varietà di piatti tipici locali. Non serve alcolici.

KNIN – Pizzeria Konoba – 7.gardijske brigade 2, 22300, Knin, Croazia
Pizzeria in centro paese con forno a legna e birre locali. Possibilità di mangiare all’aperto.



INFO UTILI PER UN VIAGGIO IN MOTO IN BOSNIA

In Bosnia rimarrete stupiti dai prezzi assolutamente popolari.

La benzina ha un costo più basso rispetto all’Italia, in linea con le tendenze di mercato dei paesi europei. La prima sera ho cenato con circa 11 euro (comprensivi di un piatto di straccetti di pollo con contorno e due birre locali in bottiglia) e difficilmente supererete i 25 euro per riempirvi lo stomaco in un ristorantino locale.

Anche il prezzo medio di una stanza per una persona è intorno ai 20/25 Euro. Addirittura, a Sarajevo riuscirete a stare sotto i 20 Euro per una sistemazione di tutto rispetto a pochi passi dal corso principale.

La moneta locale è il Marco bosniaco, oggi come nel 2024 vale circa la metà del nostro Euro, quindi sarà molto semplice fare le conversioni. Troverete frequenti uffici di Cambio più o meno dappertutto ma ad ogni modo non preoccupatevi perché gli Euro sono accettati praticamente ovunque.

La Bosnia non fa ancora parte del trattato di Shengen quindi niente traffico dati gratuito, dovrete fare dei pacchetti aggiuntivi alla vostra SIM ma attenzione ai limiti di traffico. E’ consigliato scaricare le mappe offline se si utilizza Google Maps per navigare e attivare il traffico dati soltanto in caso di bisogno. Quasi tutti i bar e i ristoranti dispongono di una rete wi-fi gratuita al quale potrete appoggiarvi.

Le strade sono ben curate e poco trafficate e permettono di mantenere una guida allegra e divertente con pochi pericoli. I bosniaci sono persone umili, accoglienti, estremamente gentili e disponibili, sempre pronte ad aiutarvi per qualunque necessità. Viaggerete tranquilli e vi sentirete sempre al sicuro.



Racconto e foto di Nicola Fiorese






Disclaimer: le informazioni contenute in questo racconto e le opinioni espresse appartengono esclusivamente all’autore e non riflettono necessariamente quelle del nostro blog.


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