I giri in moto di Eleonora Biocca

Eleonora Biocca moto viaggiatrice

Cresciuta tra le colline fiorentine e le campagne pisane, Eleonora Biocca ci racconta la sua passione per le moto, una scoperta fatta di piccoli passi, piccoli inciampi, grandi sogni e tanti chilometri in sella sognati con impazienza. Su Instagram è @elaroundtheglobe, un nickname che già dice tutto: la moto è per lei un mezzo di scoperta del mondo. 

Dai primi giri in moto da “zavorrina” al coraggio di mettersi in sella da sola, dal 125 un po' scassato alla CF Moto 450, Eleonora si prepara in questi giorni a varcare prima di tutto i confini della sua passione, direzione Marocco.

Abbiamo raccolto la sua storia per conoscere meglio una voce autentica del mototurismo al femminile.

Ecco a voi i giri in moto di Eleonora Biocca:


Eleonora Biocca moto viaggiatrice



- Parlaci un po’ di te e del tuo rapporto con il mondo delle moto

Eleonora: Nasco a maggio del 1999 in una piccola cittadina esattamente a metà strada fra i colli fiorentini e le campagne pisane. Come afferma Ernesto Che Guevara nei suoi diari, “non è questo il racconto di gesta impressionanti”. La passione per le due ruote nasce solo 6 anni fa, un po’ a caso e un po’ senza scelta, quando incontro Michele: classe ’98 con un amore folle per le due ruote e, in particolare, per le KTM. Non avevo mai guidato niente prima di quel momento e rare erano state le occasioni in cui ero stata passeggero di qualche scooter. Ricordo ancora che, la prima volta che sono salita come “zavorrina”, avevo indossato un casco con chiusura ad anello senza neanche essere capace di legarlo per bene.

Che poi a me fare la zavorrina piaceva eccome. Avevo solo tre compiti: parlare all’interfono quando percepivo che Michele poteva essere stanco, individuare gli autovelox e, come nessun altro, godermi il paesaggio. Avevo la libertà di sbirciare con così tanta attenzione dentro le finestre delle case altrui, oltre i cancelli delle ville e attraverso le staccionate delle cascine.

Nella primavera del 2024 c’è un pensiero che inizia ad assillarmi sempre più insistentemente: chissà come deve essere guidare una moto. Leggevo storie di donne che erano arrivate in Afghanistan, sole. Ascoltavo racconti di ragazze che, senza alcuna esperienza, partivano per il loro primo viaggio guidando la loro moto. Sarebbe stato divertente provare e, perché no, anche scontrarsi contro un fallimento. È stata la curiosità di imparare qualcosa da zero a spingermi a comprare la mia prima moto. Era un 125cc che stava in piedi per miracolo: graffiato, con 40.000 chilometri e targato Torino. Quando ci sono montata sopra mi sembrava enorme, facevo fatica a togliere il cavalletto laterale.

Avevo deciso di non assicurarla, mi volevo solo togliere lo sfizio di imparare a cambiare con le marce nel giardino di casa. Ero convinta che guidarla non mi sarebbe piaciuto e che, soprattutto, non sarei stata in grado di gestire una moto. Morale della favola? Dopo due giorni vado dalla mia assicuratrice perché “forse dovrei provare ad andare per strada... il vialetto di casa è troppo corto”. Ogni pomeriggio, dopo il lavoro, era dedicato ad imparare i primi trucchetti e le prime basi, e iniziano così anche i miei primi chilometri sopra quel “catorcino”. Scopro dopo un po’ che il rumore strano che a volte faceva era colpa mia: involontariamente "slimitavo". Mi stava già stretto, forse, e a malincuore mi vedo costretta a rompere il patto che avevo stretto con mia mamma: “compro il 125 tanto lo tengo solo qualche anno e solo per andarci a prendere il gelato”.


Eleonora Biocca moto viaggiatrice



- Che moto hai nel tuo garage?

Eleonora: Quando ho deciso di iscrivermi per conseguire la patente ero convinta che alla fine avrei comprato una Royal Enfield. Ad un concessionario avevo visto l’Himalayan 410: quel trattorino lo vendevano pure già dotato delle borse da viaggio. Destino vuole che, proprio in quel periodo, facciano uscire il modello nuovo: la 450. Effettivamente, dopo un’attenta analisi, mi rendo conto che può fare più al caso mio. Ormai mi ero convinta che quella sarebbe stata la moto che avrei comprato e tramandato per generazioni... fino a che, per curiosità e spinta dalle recensioni positive che iniziavano a circolare in rete, vado a vedere la CF Moto 450.

All’inizio ero un po’ scettica, alla fine era una moto cinese e chissà quanto poco affidabile sarebbe stata. Ci monto sopra e... colpo di fulmine: su questa moto mi sento da subito una vera viaggiatrice. Da fuori sembra tanto grande e imponente ma la sua leggerezza e il basso baricentro mi fanno sentire in perfetto equilibrio, tanto che mi ha dato immediatamente un "boost" di energia e autostima. È mia!

- Utilizzi la moto per itinerari brevi o anche per viaggiare?

Eleonora: Sto sperimentando la moto in ogni occasione: per andare a lavoro, per fare qualche passo di montagna nel fine settimana… ma il mio più grande obiettivo è viaggiarci. A breve partirò per il mio primo viaggio guidando la mia moto e, per fare le cose fatte bene, ho deciso di iniziare dal Nord Africa: i colori delle stoffe, gli odori delle spezie. Dagli alti monti dell’Atlas alle dune del Deserto. Dalle affollate Medine alla pacifica costa Atlantica. Il Marocco sarà la palestra dei miei primi passi oltre confine ed io non vedo l’ora di mettermi alla prova.

- Il luogo che vorresti visitare o il viaggio che vorresti fare in sella ad una moto?

Eleonora: Il mio più grade sogno è scoprire il Centro Asia: niente mi affascina di più di quelle vaste terre che sono state crocevia di religioni, popoli e culture lungo l’antica Via della Seta. Sogno il Deserto del Gobi, la Pamir Highway, i più alti passi indiani e nepalesi, la madrasa di Samarcanda e le antiche rovine iraniane.

- A cosa pensi quando indossi il casco e sali in moto?

Eleonora: Percorrere chilometri, combattere la stanchezza, attraversare i paesaggi accettando qualsiasi situazione climatica. Nessun limite fisico a separarmi della natura, se non la visiera del mio casco. Tiziano Terzani diceva che viaggiare in aereo dava un’idea “fittizia” del posto che si visitava, poiché la prima cosa di quella determinata cultura che si viene ad incontrata è il duty free di un anonimissimo aeroporto. Per me viaggiare in moto è abbattere questa “finzione”.

- Il modello o la tipologia di moto che preferisci?

Eleonora: Credo che si possa viaggiare in tanti modi e con tante moto. Non esiste la moto “perfetta” per viaggiare. Certo esiste quella che con molta probabilità può darti meno problemi. Ma quando si prepara un viaggio in moto si deve essere pronti ad essere traditi anche dalla moto più affidabile e con meno elettronica possibile. Non esiste un modello che prediligo. La mia moto ideale deve avere essenzialmente, e possibilmente, solo qualche semplice requisito: essere una media cilindrata, leggera (essere in grado di spostare da soli la propria moto è, credetemi, fonte di grande autostima!) e che non abbia chissà quale valore. Quando si viaggia si deve considerare anche qualche caduta e, diciamolo, qualche graffio in più la renderebbe solo più “rally”.

Ma, alla fine, non si può mai sapere. Magari domani scopro che la mia moto ideale è una Honda Goldwing...


Eleonora Biocca moto viaggiatrice




Ringraziamo Eleonora Biocca per averci raccontato la sua storia e la sua passione per il mototurismo, augurandole il meglio per il suo viaggio imminente in Marocco.

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Immagini fornite da Eleonora Biocca. Le immagini sono di proprietà dei rispettivi titolari del copyright.


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