I giri in moto di Marco: FrankyBoxer69

Marco Francone: FrankyBoxer69
 

Spesso le passioni più vere e profonde crescono con noi, si evolvono e ci accompagnano, adattandosi alla nostra vita e alla nostra voglia di provare emozioni sempre nuove, ma allo stesso tempo chiare, riconoscibili, rassicuranti.

Scopriamo insieme la storia di Marco Francone: FrankyBoxer69


Marco Francone: FrankyBoxer69


- Parlaci un po' di te e del tuo rapporto con il mondo delle moto

Marco: Tutto è iniziato a 14 anni, quando comprai di nascosto un Fifty Malaguti con mio padre, all’insaputa di mia madre. Era nero, con sopra un adesivo 69, un numero che poi mi sono portato dietro su tutte le moto e che ancora oggi è sul cupolino del mio GS 1300. È con quel Fifty che muovevo i primi passi, tra impennate in periferia, pistoni grippati, elaborazioni fatte in casa e manutenzione improvvisata; erano altri tempi, quelli in cui le due ruote univano i ragazzi con il bomber, le Converse e i Levi’s 501.

Poi arrivarono i 125 degli anni ’90, i due tempi che andavano davvero tanto e frenavano molto poco, e mia madre era sempre più preoccupata. Ma la mia passione per la velocità, le piste, le moto sportive e i passi di montagna cresceva prepotentemente in quel ragazzo di periferia... Non mi sono più fermato ed ho cambiato davvero tante moto, penso più di 20.

Nel 2009, il mio primo vero viaggio: un’avventura negli Stati Uniti con un GS noleggiato, un mese tra canyon, deserti infiniti come quello del Black Rock in Nevada, il letto di un grande fiume prosciugato, l’imponenza delle catene montuose Californiane dello Yosemite, le sequoie giganti e centenarie incontrate poco prima di entrare nella desolazione lunare della Death Valley.

Fu allora che nacque l’amore per i viaggi e la scoperta di nuovi luoghi e mondi diversi, fatti di persone, tradizioni e culture lontane. Appena tornato, la svolta, compro un BMW GS 1150 con cui ho percorso 160 mila km di viaggi in solitaria tra Italia ed Europa. La passione per velocità non mi abbandona, infatti nel mio garage c’è ancora un Ducati Panigale 1199, ma il mio modo di essere motociclista cambia profondamente.


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- Esiste un giro in moto perfetto per te?

Marco: Il giro in moto perfetto per me non esiste, o meglio è sempre l’ultimo che ho fatto, dipende da tanti fattori che non necessariamente rappresentano il luogo in cui mi trovo, dipende dallo stato d’animo e da come il percorso si concilia con il momento che stai vivendo.

Ci sono strade qui in Piemonte, che percorro da trent’anni, potrei farle bendato, ma ogni volta riescono sempre a donarmi emozioni nuove; a volte le percorro aggressivo e senza respiro, altre lentamente guidando “tondo”, in perfetta armonia con i pensieri.


- Il luogo che più rappresenta il tuo spirito di viaggiatore in moto?

Marco: Se dovessi scegliere, tra le tante emozioni vissute in questi anni, direi che la Sardegna è il luogo che più rappresenta il mio modo di viaggiare; ogni volta che mi lascio l’odore di nafta del traghetto alle spalle, il mio mondo si trasforma e diventa esattamente come lo vorrei, potendolo descrivere a parole, questa è la mia esperienza di viaggio ideale... 

“Attraversiamo l'altopiano del Golgo e, lasciandoci alle spalle Baunei, ci addentriamo nel sentiero che porta a Cala Sisine, le rocce calcaree si ergono contro il cielo e l'unico suono, oltre a quello delle nostre moto è il vento.

Siamo entrati in paradiso. La natura ci sovrasta, facendoci sentire piccoli, quasi insignificanti, mentre le pietre scorrono sotto i tasselli delle moto infangate.

La mia resistenza fisica (poca) è messa alla prova, vorrei fermarmi, fotografare ogni dettaglio, ma non basterebbe una vita per racchiudere ciò che vedo, scelgo di catturarlo con lo sguardo e di portarlo dentro di me.

Quando il sentiero finisce, troviamo l'asfalto della SS125 che ci concede qualche curva fatta a vita persa; ad ogni scalata, le fucilate dello scarico rimbalzano sulle pareti di roccia, riempiendo la valle di un'eco che mi fa sentire vivo.

La rotta ora punta verso l'interno, tra i tacchi dell'Ogliastra, qui la Sardegna ti avvolge completamente: il profumo intenso della macchia mediterranea si fonde con quello più caldo della legna che arde nei camini delle case isolate, respiro a fondo l'odore autentico di questa terra che amo.

I sentieri si fanno sempre più solitari perdendosi tra le falesie, rocce che sembrano scolpite da mani antiche, paesaggi che si trasformano e coloro in continuazione; la solitudine qui non pesa, non opprime, al contrario riempie l'anima di una pace sconosciuta.

Poi arrivano i villaggi, e con essi i volti. Le donne sarde mi colpiscono con una bellezza che non è solo fisica: è un'energia che parla di resilienza, tradizioni e una connessione profonda con questa terra dura e generosa; I loro occhi raccontano storie, i loro sguardi portano forza, serenità e fierezza.

Adesso il sole è basso, la luce prima blue e poi dorata; è tempo di fermarci, ma prima accosto, volgendo lo sguardo ad Est. Il mare, lontano, si tinge di rosa, siamo soli, ognuno nel proprio spazio.

È un cool running...”


Marco Francone: FrankyBoxer69


- Il luogo più affascinante che hai attraversato in moto?

Marco: C'è il fascino delle mete lontane, quelle che ti fanno sentire quanto siano importanti le differenze tra il tuo mondo e quello degli altri, quelle che ti insegnano quanto siano fondamentali le radici dei popoli e quanto la varietà di culture sia una ricchezza e non una barriera come vorrebbero farci credere...

“ La strada verso Mardin è diritta, quasi senza fine, con la distanza che si misura attraverso un susseguirsi di checkpoint, autoblindo, cingolati e torrette che sorvegliano il confine siriano, distante solo pochi chilometri.

Qui, i venti delle tensioni mediorientali soffiano con forza, scompigliando i chador delle donne che incontriamo lungo la statale.

All'arrivo, saliamo sulla rocca aspettandoci di trovarci nel cuore piu integralista di questa Turchia controversa, sempre in bilico tra modernità e tradizione, tra tensioni interne, pacificazioni mai realizzate e instabilità regionali.

Passeggio nel bazar, tra il ritmo delle darbuka e il caos del traffico delle vecchie Renault 9 degli anni '80 scorgo una vineria.

Il caldo è soffocante, ma non mi scoraggia dall'entrare: sono venti giorni che non tocco alcol.

Un ragazzo dietro il bancone, con lineamenti che ricordano Sevõenko, mi propone un calice di rosso, chiedo se sia proibito, e lui mi spiega che a Mardin le persone vivono in pace: curdi, siriani, sunniti e sciiti si rispettano, convivendo in armonia nonostante le loro diversità.

Finisco il mio calice soddisfatto e lo saluto, mi congeda con un sorriso, dicendomi che il vento è troppo nobile per trasportare la violenza degli uomini...”


Marco Francone: FrankyBoxer69


- Qual è la tua moto ideale?

Marco: Le moto sono come le donne: tutte belle a modo loro, e tutte capaci di far innamorare per motivi diversi, le vorrei tutte. Le guardi e ne vorresti una per ogni momento della vita, per ogni emozione.

Le giapponesi sono come amori semplici e sinceri: facili da vivere, affidabili, ti portano lontano senza mai tradirti. Le italiane, invece, sono passioni ardenti e difficili da domare, ogni volta che le parcheggi, ti ritrovi a perderti nei loro dettagli, come se ogni curva e ogni linea fosse un’opera d’arte. Le austriache? Sono amori tempestosi: rudi, sfrontate, pronte a spaventarti ad ogni colpo di gas, ma proprio per questo irresistibili.

E poi c’è lei, il GS, ne ho avuti 5. Non è perfetta in nulla, ma buona in tutto, una compagna versatile, capace di interpretare il mio modo di vivere il motociclismo. Su strada, sa essere abbastanza veloce per divertirsi nei tornanti di montagna, con quel motore pieno e fluido sempre in tiro e pronto, fuori dall’asfalto, affronta ogni sentiero e ogni pietraia con la stessa disinvoltura con cui il cuore sfida l’ignoto, portandomi in luoghi che solo i sogni osano toccare. Come le donne più vere, non ha bisogno di essere perfetta per essere amata profondamente.



Marco Francone: FrankyBoxer69



Ringraziamo Marco per aver raccontato la sua storia e aver condiviso con noi le emozioni dei suoi viaggi in moto.


Puoi seguire i giri in moto di Marco Francone su Instagram: FrankyBoxer69



(Testo di Marco Francone. Foto di Andrea Di Gioia)






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Immagini di Andrea Di Gioia 
fornite da Marco Francone. Le immagini sono di proprietà dei rispettivi titolari del copyright.

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