Giri in Moto: Delta del Po, via delle Valli e Strada del mare

Giri in moto

Manca una settimana al Natale. La sveglia fa il suo dovere. Guardo fuori dalla finestra, è ancora buio e il paesaggio è ricoperto da un sottile strato di brina. Vien voglia di tornare sotto le coperte. Faccio colazione e lentamente mi sveglio. Mi vesto indossando innumerevoli strati di abbigliamento tecnico invernale. Metto in moto la mia Ducati e mi dirigo verso la Strada dei Vivai per raggiungere il gruppo. Albeggia proprio in quei minuti. Viaggiando verso est un enorme e freddo sole ti si stampa negli occhi e impedisce di vedere ad un palmo da te.

Il gruppetto è riunito, si fa benzina, ci si dirige verso sud est, verso il Delta del Po. La temperatura è intorno allo zero ma in viaggio il cruscotto del mio Monster segna costantemente da -1 a -3. L'aria è umida e gelida. Il cielo è sereno, ma più ci avviciniamo al mare più sono frequenti enormi banchi di nebbia. Entrarci dentro è come abbracciare un pupazzo di neve. L'umidità ricopre l'esterno della visiera, la condensa l'interno, ogni tre minuti devo spalancare tutto e beccarmi uno schiaffo gelido sulla faccia. Non sento più le falangi delle mani, intorpidite dal freddo.

Imbocchiamo la via delle Valli e il sole finalmente prende il posto della nebbia, dove la laguna inizia a incontrarsi con il mare. Siamo soli sulla strada, noi, le nostre moto, piccoli gruppi di uccelli che scappano impauriti, qualche pescatore. Una breve sosta per scaldarmi un po' le mani sui terminali di scarico.

Si riparte e dopo poco torna la nebbia. L'asfalto è un campo minato di nutrie cadavere. Sembra di essere dentro ad un film horror di quarta categoria. Sosta a Porto Levante per scaldarci in un bar.

Di nuovo in sella, destinazione Porto Barricata. Finalmente il sole inizia a farsi coraggio e ad intiepidire un po' l'aria. La luce che regala il sole nelle mattine d'inverno è unica. Mi godo lo spettacolo del verde e dell'acqua che ci circondano.

Ci lasciamo alle spalle Porto Barricata e ci infiliamo nella campagna. Il cruscotto della mia moto inizia a dare buone notizie: la temperatura sale, lenta ma inesorabile. Inizio quasi a percepire ogni singolo raggio di sole.

Ultima sosta per un caffè, rientriamo verso casa. Sulla Strada dei Vivai che ci riporterà a Padova incontriamo qualche motociclista proveniente dalla direzione opposta. Un cenno di saluto, da bravi motociclisti. Per un attimo provo un po' di invidia per chi il suo giro in moto della domenica l'ha appena iniziato. L'aria adesso mi sembra quasi tiepida.

Poi ripenso alla solitudine della laguna, al sole appena sorto che si riflette sul mare. Spontaneo affiora un sorriso, dentro al mio casco.

Commenti

Post più popolari